CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivio per il giorno “febbraio 4, 2015”

Allora, voi che siete di bella scrittura …

Allora, voi che siete di bella scrittura. Voi che vi stupite che da un po’ di tempo a questa parte il bancone, del vostro bar preferito, é costantemente occupato da tre energumeni, che hanno una schiena con una superficie pari a quella della vostra regione se non oltre. Che non si spostano da li e per bere hanno un collegamento diretto con le spine della birra e tutte le volte che ruttano, ribaltano bancone e barman. Ma lui non dice nulla e rimette tutto a posto. Voi che non capite perché vi tocca sempre pagare da bere ogni volta che entrate nel vostro locale preferito, ma regolarmente siete sempre l’ultimo ad essere servito, ma il primo ad essere schernito da quei due tizi alti come pertiche, grossi come delle rotoballe dallo sguardo gentile come quello di un pitbull alterato d’umore. Parlo proprio con voi, che mentre tentate un approccio ancorché galante, siete immediatamente defenestrati da due ceffi che del genio e della sregolatezza se ne fanno usbergo, ne usano e abusano e uno dei due é sicuramente il padrone del bar, l’altro raccoglierà i frutti dei vostri sforzi amorosi. Voi che, piccati, riprovate altri approcci , anche con il personale femminile e mettete tutta la vostra fantasia e vedrete miseramente naufragare e vanificati ogni vostro sforzo, perché all’orizzonte sono comparse due figure sgiuzzanti e saettanti, coperte di muscoli in luoghi che neppure voi, anatomisti non più di primo pelo, avreste mai pensato della loro esistenza. Rimanendo così due volte a bocca asciutta. La prima perché le giovinette di cui sopra non vi filano neppure di pezza, secondo perché neppure le cameriere di cui in precedenza vi portano da bere. In ogni caso berreste per ultimi, come vi ho già ricordato. Voi che siete sballottati da una calca di braccia e gambe, avvinte in gruppi laocoontici e se aspirati in essi ne sarete sicuramente omogenizzati e opportunamente spalmati qua e la dal pavimento al soffitto. Non senza l’imprimatur di un 46 abbondante , che lascia dodici buchi, profondi dodici millimetri.

Dunque voi che vi trovate in queste condizioni, non avete mica sentito nell’aere quell’afrore pungente di oli medicamentosi, dal sentore canforoso, atti a scaldare le fasce delle masse; utili a lenire edemi ed ematomi. Come no? Impossibile! Usmate l’aria, empitevene i polmoni, vi si stureranno sicuramente anche le orecchie. Ne trarrete di molto giovamento. Piano, ma con inesorabile passo, tutti i sensi si risveglieranno e sarete attratti da fuochi lontani, che mano a mano che li avvicinerete, vi accorgerete che sono bracieri dedicati al cibo e dunque sacri. Su di essi sfrigolano parti ottime ed opime di animali sacrificali e sacrificati alla bisogna. Pani che al contatto col fuoco, acquistano immediata sacralità e che vanno consumati, con attenta devozione. Non sentite gorgogliare liquidi ambrati, dai pungenti profumi? Se si, allora tutto vi si é aperto. Anche la mente e il cuore e siete così pronti al grande rito di mezz’inverno, che come ogni anno mostra la sua apodittica epifania. Non fuggitelo, ma accostatevi ad esso con pudore e timore reverenziale. Esso spanderà su di voi grazie vivifiche, che vi accompagneranno per tutto l’anno. Indossate abiti acconci, intonando canti tali da impetrare vittoria sui campi dell’agone e dell’onore. E’ giunto il momento di dimenticare i personalismi, di abbandonare le sprezzanti solitudini, di lasciare la nefanda abitudine dell’individualismo. Non più “Un solo uomo al comando”, bensì “Quindici uomini e un sogno grande come una coppa”.

Sì, miei sodali compagni di queste scorribande virtuali il tempo é ritornato. Questo tempo é il tempo del

SEI NAZIONI

Non vi rimane altro da fare che puliziare gli scarpini, stringerne i bulloni sulla suola. Ungervi di oli conforosi e linimentosi, dimenticare per 80 minuti il vostro posto in società e far corpo unico con altri vostri simili al fine di raggiungere una giusta vittoria per di poi brindare ad essa con gioia e letizia e lietamente burlare l’avversario o se, il fato é stato avverso, essere gioiosamente burlato da lui.

L’unica cosa da non dimenticare é il rispetto, per se e per gli altri.

Il resto é solo sudore, fango e birra a fiumi.

Per noi Azzurri si comincia Roma contro l’Irlanda, l’ultima vincitrice del torneo il giorno 7 febbraio.

Il 14 febbraio si va in scena a Londra, contro l’Inghilterra, nel tempio massimo di Twickenham .

Il 28 febbraio ad Edimburgo contro la Scozia sul campo di Murrayfield

Il 15 marzo ritorniamo all’Olimpico contro i nostri cugini: la Francia e in palio il “Trofeo Garibaldi”

Il 21 marzo concludiamo di nuovo all’Olimpico, con la disfida con il Galles.

Il grido é solo quello: FORZA AZZURRI !!!

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