CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

La finestra del tempo.54

Quella specie d’orso li stava fissando con due occhi indagatori, due tizzoni piantati in mezzo a quel groviglio di peli e sogghignava. Una chiostra di denti ingialliti dalla mancanza di una seria cura del cavo orale, con l’aggiunta di una buona patina di nicotina, gettavano una luce ancora peggiore all’insieme.

I due i soci lo fissarono sbigottiti. Erano stati chiamati in vari modi, ma con quell’epiteto mai.

Duncan si riprese quasi subito.

         < Jonhas Togo …  – Disse rivolgendosi a Logan e indicando l’interlocutore – Jonhas Togo … Il più grande crittografo in circolazione. Pensa che quest’uomo è stato sulla lista dei ricercati da tutte le Gilde per … Quanti anni Jonhas ? Dieci ? Quindici? Certe Gilde lo avrebbero coperto d’oro se si fosse deciso a lavorare per loro. Le grandi università avrebbero spianato i loro campus pur di averlo nel consiglio del rettorato … Invece … Ci ha pensato la Federazione, a trovargli una sistemazione definitiva,  giusto? >.

Jonahs esplose in una fragorosa risata, poi iniziò a tossire fino a diventare paonazzo, infine dopo aver scaracchiato per bene, non trovò altro che scaricare gli effetti direttamente nel cestino della carta, stracolmo, che si trovava vicino alla scrivania. Logan ebbe un moto di disgusto.

Jonhas non diede alcun segno alla reazione di Logan, ma cominciò a frugare tra le carte che ingombravano la scrivania, poi emise un sospiro di sollievo e prese da un pacchetto tutto stazzonato una sigaretta nelle medesime condizioni del contenitore. La stirò per farle assumere una forma e se la accese, aspirando con piacere la prima boccata. Mentre lasciava che il fumo uscisse, prese a sputacchiare i rimasugli del tabacco della sigaretta, rigorosamente senza filtro, che gli erano finiti in bocca.

         < Senti … Sapientone, non so chi tu sia, ma so che sei solo un finocchietto e so che qualche cazzo da me lo vuoi. Non farmi perdere altro tempo, tu e quest’altro figuro ..  Questo menamerda. Fuori e il rospo e poi fuori dai coglioni >.

Logan quando sentì il nome dell’uomo che avevano di fronte, si ricordò delle storie che giravano su di lui. Grandissimo matematico, un genio per molti, aveva inventato una serie di codici crittografici, che ancora venivano usati da molte Gilde, ma soprattutto era sua l’invenzione del “Codice Camaleonte”. Impostato su duecentocinquantotto bit era impossibile da decifrare se non si possedevano le chiavi di decrittazione. Lui e il suo team lo avevano creato e ora la Fondazione ne teneva oltre che le chiavi, anche il mastro chiavario. Uomo dal carattere impossibile, dagli appetiti e dagli istinti esagerati in tutti i sensi, ora si era ridotto a vivere nella “Fossa” del Centro Trasmissioni della Città del Clan. Logan era sbalordito. In fondo credeva, come la maggior parte degli esseri comuni, che il misterioso Togo, fosse in realtà il parto di qualche mente raffinata della Gilda delle Comunicazioni o dei Servizi. Una bufala gigantesca di disinformazione, una leggenda a cui attribuire qualunque nefandezza. Invece Jonhas  Togo era vivo e vegeto e con un caratteraccio che avrebbe spezzato il carattere di chiunque. Anche di quei santi, che Logan aveva visto sui libri di storia dell’arte. Anziani o giovani in pose ieratiche, avvolti in luci vivide, oppure un tenebre grigie e opprimenti. Tra fiori, in compagnia di personaggi altrettanto santi oppure circondati da creature misteriose, con ali piumate. Oppure tra le fiamme o in situazioni angosciose, in un turbinio di esseri mostruosi con ali membranose ed espressioni terrificanti sul grugno. Si sentì in quel preciso momento, molto vicino a quella situazione.

Tese allora la busta che aveva in mano e Jonhas quasi gliela strappò dalle dita.

         < Questo cos’è. Una dichiarazione d’amore? Una poesia? Strambotto? Carme? Sonetto? … Non lo sai neppure tu, stronzetto. Si perché se tu fossi un finocchietto come lui  – Indicò Duncan -Apriresti la bocca. Uscirebbe solo merda, lo ammetto, ma almeno … Dunque … Vediamo .. E che cazzo – Esplose – Quando aspettavi a darmi queste carte? Quando ? Quando le oche iniziano a pisciare? Cazzo … Le carte originali di Darla Arvig … Cazzo … Per queste, sarei anche disposto a farmi fare una pompa da te … E credo che mi possa anche piacere … A te che piaccia o meno, non me ne frega un cazzo. Me la fai, senza lamentarti né agitarti troppo … Dunque … Vediamo un po’… Si … Si … Sopraffino, però … Chi ha scritto i sorgenti non era malaccio … Gli avrei  permesso persino di pulire i nostri cessi .. Béh le note di Darla … Ineccepibili … Quella si che era una donna, una gran donna, non come voi due … Lasciamo perdere >. Si chiuse poi in un inatteso silenzio e si accese ancora una sigaretta. Gli occhi febbrilmente seguivano le righe del codice stampato su quei fogli e qualche volta tornava indietro, come se non riuscisse a capire. Prese poi una lente da un cassetto, non prima di metterlo ulteriormente in disordine. Accese la lampada poggiata sulla scrivania e Logan e socio, capirono che si era completamente estraniato da tutto e tutti.

Passò abbondantemente una mezz’ora nella quale gli unici rumori erano quelli degli altri occupanti il salone . Johnas era concentratissimo e ad un certo punto prese un foglio e iniziò a scrivere delle formule matematiche, poi come colpito dall’illuminazione, allungò un braccio e si avvicinò un tavolo a rotelle su cui era sistemata una postazione informatica.

Schiacciò qualche tasto e iniziarono a comparire delle maschere di un programma. A questo punto prese picchiettare velocemente sui tasti e a grugnire ogni tanto. Apportò qualche piccola correzione e infine si sentì appagato, quando finalmente lanciò il programma di stampa.

         < C’è qualche finocchietto che mi porta il mio stampato? >. Si mise a berciare e poco dopo comparve una ragazza ciabattando, vestita con una lunga gonna e una maglietta che faceva vedere una generosa porzione della sua ossuta cassa toracica.

         < Quella piccola troietta si ostina a girare senza reggiseno e a mostrare quelle due talpe morte che dice essere le sue tette. Lo sappiamo tutti quanti che sono palloncini sgonfi che si è attaccata con la colla. Però a letto è una selvaggia. Sapete cosa faccio quando finalmente ve ne andrete fuori dai coglioni. Me la sbatto ben bene. Ce l’ho in fiamme  e devo spegnere assolutamente l’incendio>.

Logna questa volte non resistette.

         < Sentimi bene … grosso ammasso di sterco. Mi sono stufato di sentire i tuoi rivoltanti discorsi. Qui ci sono donne e uomini che lavorano e anche duramente e tu noi hai nessun diritto di trattarli come se fossero tuoi pari … Ammassi di sterco, appunto. Dicci quel che hai da dirci e poi vai a farti fottere. Puoi essere il grande Jonhas Togo, ma sarai sempre e solo un grosso ammasso di sterco e per di più con una bella palla da nove in mezzo alla fronte >. Così dicendo estrasse la pistola dalla fondina e piantò la bocca dell’arma proprio in mezzo al testone di Jonhas.

Quello impallidì subito e lo guardò prima sbigottito, poi decisamente impaurito dall’espressione che si leggeva in volto a Logan. Non era una semplice minaccia la sua, ora aveva tutte le caratteristiche della certezza. Avrebbe tirato il grilletto. Deglutì a fatica e gocce di sudore iniziarono ad imperlargli la fronte e a scendere dalle tempie.

Duncan si irrigidì, perché mai più avrebbe pensato che il suo socio potesse avere una reazione simile, ma riuscì a mantenersi freddo.

         < Lascia perdere e non fare cazzate … Adesso l’ammasso ci spiega cosa ha fatto, per filo e per segno e poi noi due lo lasciamo qui a crogiolarsi della sua puzza . Noi ce ne andremo calmi e tranquilli, come siamo arrivati. Se fai quello che hai detto tempo mezz’ora ti ritrovi bucato come un colabrodo. Questo … Stronzo purtroppo è troppo prezioso. Uno stronzo d’oro, ecco cos’é. Lascia perdere. Intanto tu – Rivolgendosi a Jonhas – Svelto sputa il rospo. >.

Jonhas sempre fissando la canna della pistola appoggiata in mezzo alla sua fronte, prese a parlare.

         < Allora … Il codice di Darla è un codice che qualunque computer quantico di nuova generazione può benissimo riscrivere. Serve solo a far partire dei missili e a governare il loro volo. Interessanti sono gli altri fogli. Coordinate di bersagli. Sono per tutte città di questo continente e le principali degli altri. Non so cosa possano servire visto che oramai la maggior parte sono un ammasso di rovine. Però … Però, se incrociamo bene  i dati e con il programma giusto possiamo fare l’inverso. Dai target arrivare al luogo di lancio dei missili. Quindi non è il programma che interessa, ma dove porta il programma. Quello sì, che è utile ed è questo che fa gola.

Almeno farebbe gola, però … Perché c’è un però. Quel programma serve solo per quella base missilistica. Il programma di governo dei missili, credo si a uguale per tutte la basi sparse per il mondo. Cambieranno solo i bersagli finali, comunque il programma possiamo considerarlo spazzatura, perché non credo che esista ancora qualche sito pieno di missili. >

Calò un pesante silenzio e lentamente Logan staccò la canna della pistola dalla fronte di Johnas, che deglutì rumorosamente.

         < Allora tutto questo non ha un senso. Allora tutta la segretezza, tutti gli affanni, le insidie, i morti che ci siamo lasciati dietro, a cosa sono serviti? >.

Duncan rispose al giovani.

         < Veramente di morti c’è ne uno solo. Il vecchio al rifugio, ma non è questo che importa. Bèh, forse … Cioè, importa. Un morto è sempre un morto, soprattutto quando non c’entrava nulla in tutta questa faccenda. Ah, lasciamo perdere i morti. Dunque Johnas, tu credi che di basi missilistiche ancora in funzione non ce ne siano neppure una? >.

Johnas assentì con la testa.

         < Neppure una. Soprattutto dopo il tremendo inverno nucleare che successe dopo le prime esplosioni. Se ben ricordo i morti furono milioni, la popolazione in vita nell’intero mondo non superò alla fine di tutto i due miliardi. Intere nazioni sparirono, interi popoli. Siamo ritornati a un paio di millenni fa, Forse siamo ancora più indietro e stiamo annaspando per non affogare. Eppure c’è ancora gente che si balocca con queste stronzate. Dite a chi vi manda che ci sono ancora missili atomici, ma sono in fondo agli oceani. I missili dei sottomarini strategici. Sicuramente andati a fondo o distrutti, ma qualche missile e le loro testate sono ancora lì, che aspettano, anche dopo tutti questi anni. A proposito … I dischetti. – Indicò i due cofanetti – In bella copia c’è quanto vi ho riassunto. Servono a far polvere adesso. > Il labbro superiore si alzò leggermente, come un mesto sorriso.

Logan raccolse i fogli di Darla e lo stampato di Jonhas e i dischetti, poi rivolgendosi a Duncan.

         < Qui abbiamo finito, possiamo andarcene … Arrivederci … Dimentica tutto questo, per il tuo bene. Hai capito  … Finocchietto >. Indirizzò uno sguardo gelido al crittografo.

Duncan guardò l’uomo che stava crollando.

         < Cazzi amari. Era meglio se stavi nel letto a dormire. Da ora hai un’altra preoccupazione in più. Lui – Indicando il giovane che stava rifacendo il percorso precedente – Ha un difetto. Mantiene sempre le promesse e quella di prima non è una promessa … E’ una certezza .. Adios e se ti tira ancora … Dacci dentro con … Come si chiama, la ragazza? >.

Johnas con un filo di voce.

         < Andrò a dormire da solo, questa sera >.

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9 pensieri su “La finestra del tempo.54

  1. Che tipo questo johnas!
    Io penso che i missili da qualche parte ci siano ancora….
    Buona serata ☔️☔️☔️☔️☔️☔️

  2. Favoloso lo scontro J.T. vs Logan!
    Mi è piaciuto e mi ha fatto divertire. Ottima la tua capacità di caratterizzare i personaggi.
    O.T. Italia dignitosa, no?

    • OT per un momento abbiamo sognato,però. 3 mete nella loro tana. … grasso che cola.
      In episodio difficile,perché all’insegna del politicamente scorretto, però ogni tanto ci vuole, oh no! 😜 Poi Logan ha bisogno di sfogarsi e JT arriva proprio a fagiolo. Ma le sorprese non sono ancora finite.

  3. Maestro, lei mi stupisce e mi scombussola, per la trama, per i personaggi e per il linguaggio sciolto, anzi spregiudicato. Ho deciso che farò lo sforzo di seguirla fino in fondo. Comunque ad opera finita me lo rileggerò tutto intero nelle mie notti insonni e me lo godrò ulteriormente.

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