CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivi per il mese di “marzo, 2015”

La finestra del tempo.62

< Allora Malpasutti , sono ormai tre ore che stai guardando quelle fotografie. Non le trovi di tuo gradimento? Stai ancora cercando quella che più ti piace, oppure non c’è proprio nessuno che riconosci? >.
Logan guardava fuori dalla finestra del proprio ufficio e osservava come la primavera avesse ricominciato la sua opera rigeneratrice. Erano passate due stagioni dal momento degli addii con Duncan e come aveva detto al vecchio compagno di missione, aveva rassegnato le dimissioni da agente del Congresso Continentale ed era ritornato ad essere un semplice e più congeniale Inquisitore del Clan.
Malpasutti, l’uomo che aveva davanti l’ennesimo album fotografico, ricco di immagini dei malviventi di cui si era interessata l’Inquisizione, si grattò la testa coperta da una massa di capelli unti e sporchi, con mani grosse, dalle dita rovinate e con le unghie spezzate e nere. La sua professione di motorista navale lo aveva aiutato molto a ridursi in quella maniera. Dopo aver abbandonato la testa iniziò a strofinarsi la barba ispida e a scuotere la testa.
         < Ma … A me sembrano tutti uguali. Tutta gente che starebbe meglio in galera … No, non mi sembra di conoscere nessuno … Ah, però … E questo ? >. Lasciò il discorso in sospeso, come se avesse conosciuto finalmente una faccia. Come se da quel mucchio d’immagini, fosse emersa una figura e questa volta reale. Un volto a cui associare un nome e anche questa volta si realizzasse l’opportunità di avere una traccia per Logan, su cui lavorare.
         < Questo chi è, chi? >.
Con un dito deforme e tozzo l’uomo indicò una fotografia sulla pagina del raccoglitore.
         < Questo bel tomo qua. L’ho visto oggi .. Cioè stamattina .. Scendeva dal … Come si chiama? C’è l’ho sulla punta della lingua … No, non è il “Cormorano Verde” .. Quello è arrivato stanotte … No … Si chiama … Si chiama … “Stary Prevoznik”. Un cargo raccoglitore, che ha anche delle cabine … Niente di comodo, niente che si possa paragonare ad una passeggeri, anche la più brutta. Bèh, questo tizio è sceso proprio dallo “Stary”.  Però … Però … Màh … Sembra che manchi qualcosa … Non so che cosa, ma …>.
Logan guardò la fotografia indicata dal portuale. Il volto raffigurato era senza espressione, gli occhi dallo sguardo duro aveva fissato l’obbiettivo senza tradire una benché minima espressione dell’anima. Come se l’obbiettivo non dovesse assolutamente cogliere l’animo del soggetto. Nessuna paura, nessuna rabbia. Niente. Solo la durezza dello sguardo e a ben guardare quell’immagine emanava un senso di disagio. Forse era quello che voleva trasmettere il soggetto in questione. Chi guardava quella fotografia doveva provare disagio ne farlo. Logan lesse il nome : Lazlo Nagykoròs.
Disse il nome a Fionnula Parks, l’ agente che stava facendo coppia con lui da qualche tempo.
Fionnula picchiettò il nome sulla tastiera del PC e la risposta fu quasi immediata.
La ragazza sgranò gli occhi e fischiettò sommessamente. Era un vizio quello che Logan si era imposto di farle perdere; troppo poco professionale, secondo lui e quasi sempre fuori tempo.
         < Logan … Dai un po’ un’occhiata qui … Proprio un bel soggettino >.
Logan si avvicinò allo schermo e lesse, poi rimase pensieroso per un momento, quindi prese un  foglio di carta e le forbici e velocemente tagliuzzò il foglio, tanto da ricavarne una curiosa figura. Una semisfera appoggiata ad linea retta, che nelle intenzioni, molto pie per altro, di Logan doveva somigliare ad un cappello. Poi prese il pezzo di carta e lo mise a mo’ di cappello in testa al soggetto fotografato.
Malpasutti guardò con più attenzione l’operato di Logan, si diede un’altra grattata alla faccia e poi, voltatosi verso il poliziotto, sorrise, mostrando la tragica situazione della sua bocca.
         < Mi venga un accidente .. Sì, sì, sì … E’ proprio quello che ho visto questa mattina. E’ quello che è sceso dal cargo. Aveva proprio questo … cappello. Adesso sì, che sono sicuro >.Arricciò il naso e iniziò a scuotere la testa soddisfatto, poi mise la mano in una tasca della giacca ed estrasse un pacchetto di papirioske, tutto sgualcito. Con cautela ne estrasse una e se la ficcò in bocca.
Fionnula a quella mossa gli si rivolse acida.
         < Qui è vietato fumare. Non azzardarti ad accendere quella sigaretta se non vuoi una bella multa >.
Malpasutti guardò Logan sperando, invece, di ottenere il permesso di fumare.
Il poliziotto scosse il capo.
         < Fumerai dopo, adesso concentrati e rispondi alla semplice domanda: riconosci qualcuno che era la molo 18 ieri sera? Durante la rissa dove è stato ferito Jerry, il carrellista? >.
Malpasutti sbuffò, passandosi nervosamente da una mano all’altra la pairioska.
         < Logan .. accidenti, l’ho già ripetuto … Quante volte? C’era tutta quella confusione. Ero lontano abbastanza per vedere che si picchiavano, ma non abbastanza vicino per capire chi picchiava e chi le prendeva. Andiamo … Non lo so .. No, qui non c’è nessuno .. Saranno stati gli stivatori … Litigano spesso con quelli dei carrelli. Io poi stavo riparando il motore di trattore che si era fermato … Non lo so. Poi non c’era tanta luce >.
A questo punto Fionnula insorse.
         < Come c’era poca luce? Il posto era illuminato a giorno, dai fari della nave e da quelli del porto. Luci degli automezzi, il parco lampade che avevi acceso tu per avere più luce e vedere meglio il lavoro, che stavi eseguendo .. Mi dici che era buio? Andiamo, ci prendi per il culo? >.
Logan non parve sentire la parole dell’una e dell’altro. Fissava la fotografia con quel buffo cappello di carta che aveva ritagliato.
         < Va bene. Tu – Indicando Malpasutti – Poi andare, ma ricorda, che con te non ho ancora finito. Per adesso firmi la deposizione che hai rilasciato, ma ricordati .. Ti voglio a disposizione. Fionnula … Fai firmare le carte e poi sbattilo fuori >.
La ragazza lo fissò esterrefatta, ma fece come le era stato ordinato. Il motorista scarabocchiò il foglio e se ne andò non proprio soddisfatto.
La ragazza poi si avvicinò a Logan e guardò anch’ella la fotografia e con gli occhi interrogò Logan.
Lui guardò ancora una volta la sua composizione, poi rivolgendosi a Fionnula, sommessamente le disse
         < Rakònkay è tornato >.
Aveva sperato, Logan, in tutti quei mesi passati, di aver chiuso definitivamente la sua personale finestra sul tempo. Invece ora si rendeva conto che era rimasto ancora uno spiraglio e da quello il passato ritornava, più pericoloso di prima. Non era tutto finito, il cerchio non si era chiuso completamente. Ebbe il sentore che quella parte del passato, cui era legato in qualche maniera, fosse tornato per lui. Forse era venuto il momento di affrontarlo una volta per tutti e Logan ebbe paura. Fu un attimo, ma quella sensazione la sentì attraversargli il corpo, come una scarica e avvertì una pesante sensazione appoggiarsi sulle sue spalle.
Fionnula lo guardò ancora interrogativa.
         < Rakònkay? Mi sembra di averne sentito parlare Non è quello che ha ferito mortalmente quella ricercatrice … Kira Lusdrow, se non sbaglio? E forse ha ucciso quell’altro bel soggetto … Runglad? Tu e quell’agente Del Congresso Continentale … Duncan, non gli eravate addosso? >.
Logan sospirò.
         < Sì. E’ proprio lui e non gli eravamo addosso. E’ lui che ci è arrivato addosso. Veramente non a noi però … E’ come se ci avesse attraversato la vita a Duncan e a me. Adesso è tornato e devo scoprire il perché. Qualcuno è in pericolo >.
         <Perché dici che qualcuno è in pericolo? >.
Logan la guardò
         < Questo è il Liquidatore. Non una semplice liquidatore. Hai letto la scheda. Lo hanno arrestato già molte volte,lo hanno incriminato un paio di volte, ma mai processato e condannato. Prove contro di lui , neppure una. Sospetti, una montagna. Anche la sua ultima venuta è costata la vita a due persone. Dove si muove e agisce lascia una scia di sangue. Ora però sappiamo che lui c’è. E’ qui nella nostra città e lui non sa, spero, che noi lo sappiamo. Meta. La trasformazione sarà quando sapremo con esattezza dove si è nascosto. Partita difficile, forse impossibile, ma …>.
Fionnula gli si accostò.
         < Io ci sono. Quando si comincia? >.
Logan si prese il naso delicatamente tra due dita.
         < Subito. Telefona alla Portuale e fatti mandare l’elenco dei passeggeri sbarcati dal … come si chiamava .. Ah si, “Stary Prevoznik” >.
Fionnuila sorrise fiduciosa e prese la cornetta del telefono.
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La finestra del tempo.61

< Allora te ne vai? >. Disse Logan guardando Duncan, mentre preparava la borsa da viaggio.
< Ormai niente mi trattiene. La missione è finita. Forse non come avremmo voluto, ma il male è stato sconfitto e il cattivo anche >. Gli rispose il socio.
Logan scosse la testa.
         < No. Non era così che doveva finire. Avremmo dovuto trovare il programma, e salvare il mondo. Arrestare Kayla, farla confessare tutti i suoi intrallazzi e denunciare al Consiglio Dei Clan i suoi complici. Invece. >.
Duncan buttò nella borsa un ultimo indumento.
         < Invece … Abbiamo trovato un programma che non serve più a nulla. Kayla è morta, uccisa dai suoi stessi compari, che per altro contro di loro abbiamo sospetti ma non uno straccio di prova, se non il fatto che quel tizio … Rakònkay è il Liquidatore al soldo del … Fuoco delle Rune o come cazzo si chiama quella banda di tagliagole, che ha preso il posto della banda del Norreno e dunque, al soldo dei Mercanti delle Idee. Abbiamo fatto un po’ di pulizia e questa volta non abbiamo scopato la polvere sotto il tappeto. – Poi si mise a sogghignare – Se è per questo non abbiamo neppure scopato. Almeno io. Non so tu >.
Logan ridacchiò e nel farlo scosse la testa.
         < Ecco vedi – Continuò Duncan – Come siamo attaccati al lavoro. Siamo così attaccati che non ci concediamo neppure un po’ di svago. Un po’ di sano attività psicomotoria che possa migliorare il nostro tono umorale, la qualità della nostra vita. Nessuna endorfina in libertà, nessuna sensazione di euforia post-coitale. Solo tu ed io ad inseguire antiche paure. Non so tu, ma io ho deciso di dire basta. Parto e me ne ritorno alle mie brughiere. Il Clan dei Pitti, mi ha chiesto di diventare capo degli Inquisitori con il grado di Sceriffo. Paga buona e chissà un giorno potrei anche diventare uno dei Connestabili, sedere come Consigliere nell’Assemblea dei Garanti. Questa storia non ha segnato solo te, ma anche il sottoscritto. >.
Logan corrugò la fronte.
         < Allora anche tu alla fine di tutto ti sei sentito, per certi versi usato. Io ho avuto questa netta sensazione sin dall’inizio di tutta questa storia. Ma ciò che più mi ha disturbato è stato il fatto che nessuno mi ha spiegato il perché di questa affannosa ricerca. Se mi avessero detto chiaramente cosa dovevo cercare e perché ho dovuto innanzitutto andare a scavare nella memoria, non solo mia, ma anche di chi mi stava attorno, lo avrei accettato. Avrei capito e avrei fatto in modo che chi mi ha aiutato, gli amici soprattutto, fossero messi al riparo da possibili pericoli. Sven e Duchessa, come me, sono i discendenti del gruppo di Corso e gli altri. Ora … Aver preteso che riandassero a cercare vecchi documenti in loro possesso, ereditati dai loro predecessori. Questo ha comportato che anche loro potevano essere oggetto, facile bersaglio di .. Aggressioni? Ritorsioni? Abbiamo visto cosa è capitato al vecchio Ciano. Ci ha parlato ed è morto. A qual punto avevo persino paura di portare sfortuna. – Poi storse il capo e fissò intensamente Duncan – O che fossi tu a portarla >.
Duncan lo fulminò con uno sguardo.
         < Se è solo per quello chi ci dice che i nostri passi non fossero sorvegliati, oltre che dal Giudice e dai suoi collaboratori, anche da altri. A quanto pare Kayla è arrivata qui in città seguendo le nostre tracce. Da Criseul ce ne siamo andati in AirTrak. Eppure era a bordo della “Vanità Dorata” lo stesso giorno in cui prendemmo il battello di Luca Zane. Era nell’edificio del Centro, nelle ora in cui noi eravamo lì e sicuramente ci sarebbe andata ancora il giorno dopo, se non avesse incrociato Rakònkay. Se doveva essere una missione segreta erano in troppi a sapere dove eravamo e con chi eravamo. Non trovi? >.
Logan si prese il volto tra le mani e iniziò a sfregarselo, come a scacciare qualcosa di tanto fastidioso.
         < Ci ho pensato, ma solo in questi giorni a mente fredda. Troppe coincidenze. Troppi interrogativi che non hanno una risposta, ma solo ipotesi e queste ti possono portare tanto lontano da non farti vedere più il luogo da cui sei partito. Rimando con l’amaro in bocca. Dev’essere una caratteristica della famiglia. Anche Corso, alla fine di tutto credo che si sia domandato se ne fosse valsa la pena. Almeno lui alla fine ebbe Darla. A me non rimane che un pugno di mosche. Almeno ho questa sensazione. >.
Duncan chiuse la borsa.
         < Non credo che abbiamo un pugno di mosche in mano. Non tutto è stato chiaro sin dall’inizio, te ne do atto. Anche per me gli ordini erano vago. Dovevo incontrarti e fare copia con te e adeguarmi al momento. Essere creativo e flessibile, seguire il corso degli eventi, adattarmi alle nuove situazioni anche le più sorprendenti e … Non farti fare troppe cazzate. Quella con Togo, riconoscilo, era una enormità >.
         < Ah … Con quel grosso maiale era solo la cosa giusta. Tratta gli altri esseri umani come merda di mosca. Non ha rispetto per niente e nessuno e io credo che nemmeno per lui abbia rispetto >.
         < Sarà … Riconosci però che è un genio. Gli sono bastati … Quanto? Trenta, quaranta minuti e ne è venuto a capo di un mistero così fitto, così complicato >.
         < Tu lo chiami mistero? No ha avuto ragione il Giudice. Era solo paura e avevamo tanta paura di quella paura, che nessuno ha osato guardarci dentro. Riconosco che Togo lo ha fatto, forse perché così preso da se e tronfio, egocentrico in maniera così disgustosa, che forse solo lui sarebbe riuscito nell’impresa. O forse la soluzione era così banale che l’averla trovata è stato l’ennesimo schiaffo che ha potuto dare alla nostra pochezza. Secondo lui, ma a questo punto e qui mi rodo il fegato, anche secondo me. Avremmo potuto arrivarci anche noi, se solo l’avessimo affrontata nel modo giusto, quella paura >.
         <Non dirmi che ti secca il fatto di non essere arrivato prima alla soluzione. Pensa, ci potevi arrivare prima tu e senza doverti muovere da questo posto. >.
         < Sì, mi secca. Abbiamo girato a vuoto e per cosa. Per lasciarci dietro una scia di sangue? E poi, cazzo … Poteva arrivarci chiunque. Se solo si fosse fermato a riflettere … Con una testa nuova, con una diversa visione delle cose . Con … >.
         < Con quello che ha usato Togo, per affrontare il problema. Pensaci un attimo. Gli è bastato leggere le note di Darla e … oplà ha trovato la soluzione più logica e lineare. E’ vero, riconosco che ha smanettato un po’ con i suoi programmi. Forse allora non c’erano, ma … Le intelligenze brillanti c’erano anche allora, ma Jeronimus per i suoi piccoli sporchi trucchi ha preferito far scomparire e mettere al sicuro tutto quanto. Un atteggiamento egoistico a sentire quanto di ha detto il Direttore. Sempre che sia vero e credo proprio che lo sia. Avidità, paura, egocentrismo, butta nel calderone tutti i sentimenti meno nobili che conosci. Dai una bella mescolata ed ecco che ti ritrovi a guardare oltre la finestra del tempo e cercare lì, risposte a domande che non avresti mai voluto porti. Ecco perché siamo qui, adesso a parlarne .>
         < Già. Una cosa positiva in tutta questa storia però c’é. Farò anch’io la tua stessa scelta. Andrò da Joop e rassegnerò le dimissioni. Questo lavoro non fa per me. Ho già il mio e il mio mondo è questo. Chissà che un giorno non  mi trovi davanti Rakònkay o qualche tagliagole simile. Anche loro sono umani, anche loro commettono errori e prima o poi arriva sempre la resa dei conti. Se non dovesse capitarmi, potrebbe succedere a te e sarebbe la stessa cosa per me. Chiuderemmo il cerchio definitivamente e metteremmo la parola fine su questa storia. >.
Logan si gettò in spalla il borsone da viaggio e tese la mano a Logan.
Il giovane la ignorò, preferendo abbracciare il compagno, poi aprì la porta di casa e uscirono, ambedue verso i rispettivi destini.

La finestra del tempo.60

La nave scivolava sulle acque del fiume, andando controcorrente. Le rive erano ormai scomparse nel buio della notte e si sentivano solo i rumori soffocati provenienti dal salone ristorante e verso poppa del pulsare delle macchine a mezza forza.

Sui ponti poche persone, si stavano godendo il primo freddo della notte e ogni tanto, alla luce dei fanali della nave s’intravedeva la bruma che lenta saliva dall’acqua.

Sul ponte inferiore, alla murata di tribordo era appoggiata una figura, che stava fissando l’acqua scura, appena increspata dalla schiuma che si levava per l’incedere dello scafo.

In lontananza si udì un ronzio, un motore di barca spinto a forte velocità e quel ronzio si faceva ogni momento più vicino alla nave.

Accanto all’uomo che fissava la corrente, se ne materializzò un altro.

         < Debbo farti i complimenti. Miei personali e da parte del Consiglio delle Rune di Fuoco. Lei è morta e non rappresenta più un problema per il Consiglio  >.

Rakònkay si voltò verso l’interlocutore e fece un ghigno soddisfatto, poi il suo volto si trasformò nuovamente in una maschera inespressiva.

< Vedi Rungald … Io quando prendo un impegno, lo porto sempre a termine. Onoro sempre i contratti che stipulo. Con chiunque e comunque. Spero altrettanto che tu onori il tuo di contratto >.

Rungald, l’uomo dagli artigli d’aquila tatuati sulle braccia,sorrise accondiscendente.

         < Certo. Il resto dell’ingaggio è qui – Così dicendo tirò fuori una sacca tintinnante dalle tasche e la porse a Liquidatore – Come vedi e senti – Facendo muovere la borsa si udì il distinto suono del conio – C’è il resto del compenso pattuito. Tu hai onorato il contratto e noi abbiamo onorato il nostro >.

Rakònkay prese la borsa e la soppesò con la mano destra. Annuì soddisfatto e poi la borsa sparì all’interno della giacca che indossava.

         < Già … Onorare un contratto. Sai benissimo che io onoro sempre i contratti che stipulo e qualche ora fa ne ho stretto un altro ed è venuto il momento di soddisfarlo. Mi spiace solo che non potrò ricevere tutto quanto mi è stato promesso, ma un contratto è un contratto e io non lascio nulla d’insoluto. Ne va del mio buon nome >.

Si voltò del tutto verso Rungald ed estrasse la pistola. L’altro lo fissò sbalordito, poi iniziò a indietreggiare.

         < Ma … Che cazzo fai? Che cazzo hai in mente? >.

Rakònkay non battè ciglio.

         < Qualcuno ha tradito Kayla e lei mi ha chiesto di pagare con la stessa merce il traditore. Ho avuto l’incarico di pagare. E’ un contratto da soddisfare e dunque … > .

Esplose tre colpi e il corpo di Rungald fece tre balzi indietro prima di cadere sul piancito. Tre fori nel petto, da cui usciva abbondante sangue, stavano a dimostrare che il pagamento era stato effettuato.

Il rombo del motore di barca ormai era sotto le murate e Rakònkay si sporse da esse. Un uomo a bordo della barca lanciò una corda alla quale c’era fissato un rampino. Il Liquidatore recuperò quanto era stato lanciato a bordo e fissò per bene il rampino al mancorrente poi, con agilità lo scavalcò e prese a scendere lungo la corda e in un baleno fu a bordo della barca che virò immediatamente alla sinistra e dato gas al motore, si allontanò velocemente sparendo nella notte.

Solo dopo un ora circa il corpo di Rungald fu trovato da un marinaio che stava facendo un giro d’ispezione del ponte. Ogni intervento fu inutile. L’uomo era morto sul colpo. Gli uomini della Polizia Fluviale, giunti a bordo del pattugliatore, lanciato sulla scia della nave giunsero al momento del ritrovamento del cadavere. A loro rimase l’ingrato compito di fare i primi rilevamenti e constatare che di Rakònkay non c’era traccia.

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Logan e Duncan furono introdotti nella stanza del Giudice, che seduto sulla poltrona li stava aspettando. Accennò ad alzarsi e nel contempo squillò il telefono posto sulla scrivania. Il Giudice alzò una mano, come a sospendere ogni cosa e rispose.

         < Sono io .. Sì … Sì … Ah, ecco! … Sì, capisco … Ne siete sicuri … Certo, certo .. Certo capisco … I tatuaggi sulla schiena … Sì … Questo, quando? … Ah pochi minuti fa .. grazie di avermi avvertito .. Sì .. Bene, l’Inquisizione … Sì … Anche la Fluviale? Ottimo … Naturalmente, appena avete notizie certe >. Chiuse la comunicazione e indicò ai due uomini le sedie davanti a lui.

         < Sedete. Allora, voi siete quelli che hanno inseguito una paura e l’avete sconfitta. Anzi ci avete dato al sicurezza che quella paura non dobbiamo più temerla. Bene. – Poi rivolto a Logan – Credo che tu abbia ricevuto le risposte alle tante domande che sicuramente ti sarai fatto. Domande difficili e risposte spiacevoli, immagino. Solo così si cresce e si capisce ciò che ci circonda. Facendosi domande e accentando tutte le risposte anche quelle che non ci piacciono, anzi soprattutto quelle. Parrà strano, ma è così. So cosa hai pensato. Sei stato usato, ma a ben vedere tutti noi lo siamo stati. Inseguendo un nulla e non lo sapevamo e forse avevamo paura che qualcuno ce lo sbattesse sul muso. Anche se hai dovuto  metodi non proprio ortodossi. O forse quelli erano per altri motivi, che esulavano dai termini della missione. Non importa. Sicuramente avrà imparato anche lui qualcosa. Bene mi ha fatto piacere parlare con voi, ma credo che il mio tempo sia terminato e non voglio abusare del vostro. Ah … Un ultima cosa … Kayla … Sì, la cosiddetta Kira Lusdrow … Kayla appunto, è morta qualche minuto fa all’ospedale. Non é riuscita a superare l’operazione cui é stata sottoposta. Una delle coltellate ha reciso la vena epatica provocando una massiccia emorragia. Così ha detto il chirurgo. Mi dispiace, ma non potrete, non potremo interrogarla. I Mercanti delle Idee hanno assunto un’altro debito nei nostri confronti e prima o poi qualcuno passerà a riscuotere. Per ora potete andare. Logan  mi raccomando, rifletti bene prima di prendere delle decisioni … Avventate. Pensaci, tutti hanno bisogni di tutti. Ora andate, grazie >.

 I due uomini si alzarono e uscirono frastornati dal discorso del Giudice. Pensavano di poter parlare anche loro, di fare almeno il punto, invece furono sommersi dal discorso e non riuscirono a spiaccicare parole.

Duncan, mentre uscivano dall’appartamento accompagnati da una delle guardie e da Van Der Meewe, guardò Logan e lo interrogò.

         < Secondo te cosa volevano dire le ultime parole che ti ha rivolto il Giudice ?>,

Logan lo guardò sottecchi mentre scendevano per le scale e rispose.

         < Quell’uomo mi ha letto dentro. Mi ha scandagliato il cervello . Come cazzo ha fatto non lo so, ma l’ha fatto >.

La finestra del tempo.59

Il Giudice rimase in silenzio, seduto sulla sua poltrona, mentre Van Der Meewe snocciolava il suo rapporto, che poi non si discostava molto da quello che gli avevano fatto i due investigatori, in precedenza.

Alla fine del rapporto si strofinò gli occhi e guardando  Van Der Meewe.

         < Abbiamo corso un bel rischio con Logan e Togo. Quel ragazzo non lo immaginavo così impetuoso. Comunque adesso dobbiamo togliere Togo e la sua truppa dal  Centro. Ho parlato con il Consigliere Fredericus, ed è stato deciso che Togo e tutto quello che gli sta intorno, armi e bagagli, dovranno essere trasferiti nella Cripta. Sorvegliati dai Servizi Centrali. E’ un nuovo centro e ben lontano da questi luoghi … Staranno benissimo. Passiamo oltre >.

Ci fu un momento di silenzio e il Giudice rimase ad occhi chiusi e apparentemente immerso in pensieri lontani. Dopo qualche momento Van Der Meewe tossicchiò leggermente giusto per riattrarre la sua attenzione.

Il Giudice aprì gli occhi e lo fissò stranito. L’ometto accennò ad un sorriso.

         < Per la questione del programma? Ora che sappiamo come è in realtà tutta la storia, come giustificheremo dinnanzi al Consiglio dei Clan, tutto il lavoro svolto, il tempo speso e le sostanze profuse? >.

         < Non credo che si debba giustificare alcunché. E’vero. Non solo io o lei siamo stati dietro a quel programma. C’è stato chi ci ha preceduto e non ne avevano cavato nulla. Noi almeno abbiamo fatto chiarezza e ci siamo tolti dallo stomaco un peso insostenibile >.

         < Sempre che le spiegazioni di Togo siano sufficientemente vere e credibili >.

Il Giudice strinse gli occhi.

         < Credi che ci abbia menato per il naso? Credi che abbia detto la prima cosa che gli frullava per la testa visto che aveva la canna di una pistola piantata sulla sua di testa? Non credo proprio. Togo non è così … Non si gioca la propria credibilità, tanto facilmente. No , mio caro. Togo ha ragione e credo che le successive analisi delle sue intuizioni e del suo ragionamento gli daranno ragione, ancora una volta. Soprattutto a noi daranno motivo di una preoccupazione in meno. Credo che io abbia finito il mio compito in maniera egregia. Sì, questo è stato un vero e proprio canto del cigno e mi posso ritirare a testa alta. Non lascio nulla alle mie spalle se non un buon lavoro. Chi sarà Giudice dopo di me non avrà più questa rogna da grattare. Ne avrà altre, ma su questa … Pietra sopra >. Concluse con aria più che soddisfatta.

Van Der Meewe sorrise compiaciuto, con un’espressione che doveva dimostrare viva congratulazione per le parole del Giudice, poi mostrando una lieve titubanza disse.

         < A questo proposito … Il prossimo Giudice … Mi domandavo se lei, Giudice, avesse già fatto qualche previsione. Avesse già visto o intravisto quale potrà essere il suo successore. Ne ha già parlato all’Assemblea dei Pacificatori? >.

Il Giudice sorrise a Van Der Meewe.

         < Una qualche idea me la sono fatta e ci sono un paio di persone che hanno la stoffa per occupare questa scomodo poltrone. Perché sedersi qua sopra – Indicò la poltrona fatta in legno con solo un cuscino per dare un minimo di comodità alla seduta – E’ come sedersi su di un braciere acceso … Una fornace ardente e non passa giorno, che io mi domandi se ho fatto bene ad accettare un simile incarico. La responsabilità è enorme e il potere che ho per le mani può distruggere chi lo detiene in un attimo. Meno di un battito di ciglia. Molte volte si ha nelle mani il destino di troppi e le scelte cui si è costretti a prendere segnano il destino, la vita di quei troppi e segnano anche chi quelle scelte ha compiuto. Non si è mai certi della bontà delle scelte prese. Bisogna avere una visione politica che va oltre lo specifico. Questo il più delle volte. Oggi andiamo in una direzione, ma dobbiamo avere una visione più ampia e capire, prevedere se la direzione presa non ci farà tornare sui nostri passi un domani. Prenda il nostro caso. Per anni abbiamo rincorso una paura, mentre quella era già morta e sepolta, distogliendo lo sguardo dalle paure dei nostri tempi. Abbiamo cercato il passato, rimirato troppo a lungo dalla finestra del tempo, mentre alla nostra porta ci sono ben altri problemi e più urgenti e che noi crediamo semplici fandonie, cose di poco conto, ma che hanno il loro valore nel nostro oggi e che si riperquoteranno nel domani di molti, forse di tutti >.

Van Der Meewe sospirò.

         < Vuole che faccia entrare Duncan e Logan ? >.

Il Giudice lo guardò intensamente, per afferrare saldamente l’impressione che aveva avuta di lui e capì che l’ometto un pensiero sulla sua poltrona lo aveva fatto, ma qualche particolare gli era sfuggito e lui si sentiva più tranquillo, ora che gli aveva spiegato, seppure per sommi capi come poteva essere difficile vestire la tunica del Giudice.

         < Sì. Fai entrare. Credo che due parole le meritino >.

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Nell’ufficio di Estrella i telefoni squillavano senza sosta. Da quando era stato individuato l’aggressore di Kayla e diramato l’ordine di ricerca le segnalazioni si susseguivano.

Seduta alla scrivania La donna prendeva appunti su ogni avvistamento e si stava rendendo conto di non aver uomini a sufficienza per i dovuto controlli.

Fissò il grosso Inquisitore poi parlò.

         < Ascolta, la donna è rientrata verso le sette di questa sera, giusto? La cameriera è entrata nella stanza dopo quindici, venti minuti, giusto? Noi  siamo intervenuti dopo circa cinque e siamo arrivati con l’ambulanza, giusto? Ora sono le … dieci di sera, giusto? Quindi sono passate tre ore circa. Dal Gran Hotel all’aeroporto, quanto tempo ci si impiega? >.

Il grosso la guardò, poi alzò gli occhi verso il soffitto.

         < Ci vuole una mezz’ora … Ma .. Ho capito dove vuole andare a pararare. Questa sera non ci sono voli. Neppure il postale notturno. Il primo volo sarà domani mattina, dopo l’alba >.

Estrella storse il naso.

         < Al porto? Dall’albergo al porto che ci vuole? Anche in quel caso trenta, quaranta minuti. Il traffico è sostenuto all’ora dell’aggressione. Forse ci si può impiegare anche un’ora o più. Quindi arriviamo alle nove, nove e trenta. C’é qualcosa che lascia il porto da quell’ora in avanti? Non credo, la navigazione notturna è bloccata dai lavori di dragaggio del fiume e poi navi abilitate alla navigazione notturna … >.

Mentre parlava il grosso inquisitore picchiettava sui tasti del PC.

         < Mi dispiace darle una brutta notizia, ma alle nove e quarantacinque la “Vanità Dorata” ha lasciato il porto diretta a Dorp. Verso la sorgente del Fiume. Lì non ci sono lavori. Li hanno terminati alla fine della primavera e prima dell’autunno prossimo la navigazione notturna è permessa >.

Estrella lo fulminò con uno sguardo, anche se non era certo colpa sua se la grossa nave passeggeri aveva preso il largo.

         < Telefona alla Fluviale. Cha mandino un pattugliatore con una squadra a bordo della “Vanità”, io intanto manderò un dispaccio alla Fluviale di Dorp e al Commissario Capo, che faccia trovare uomini all’arrivo del battello. Se non lo catturano sulla nave, almeno quando arriverà nel prossimo porto che ci sia chi potrà accoglierlo con tutti i riguardi del caso e chissà che questa non sia la volta buona di far cessare le imprese del Liquidatore. >.

Il grosso eseguì l’ordine e mentre stava parlando attraverso il suo apparecchio telefonico, squillò quello sulla scrivania di Estrella, che sollevò la cornetta e rispose.

Più la conversazione andava avanti e più il suo volto si allungava, o così pareva al grosso Inquisitore. La donna chiuse la comunicazione.

         < Avevo ragione. La donna ha il tatuaggio delle rune di fuoco sulla schiena. E’ morta pochi minuti fa. Non ci sono riusciti a salvarla. Il Liquidatore ha un’altra tacca da aggiungere alle altre >.

Il grosso Inquisitore si era interrotto per sentire quello che Estrella aveva da dire.

         < … Prestate attenzione, mi raccomando. Ha ucciso una donna meno di due ore fa. Sì … E’ armato e pericoloso e se è possibile prendetelo vivo >.

Poi guardò Estrella, che come pietrificata, fissava il telefono, come stranita dalla notizia che le era giunta.

La finestra del tempo.58

Nella stanza erano rimasti il tenente Estrella e il grosso e goffo inquisitore, che si era fermato a parlare con Logan qualche tempo prima.
La donna si guardò per l’ennesima volta in giro. Lo spettacolo non era assolutamente cambiato se non per il fatto che erano spariti i riferimenti della scientifica, che aveva terminato ormai il proprio lavoro. La macchia di sangue rappreso sul pavimento testimoniava del fatto di sangue avvenuto. Gli effetti personali di Layla erano stati portati via dalla squadra scientifica e ora rimaneva solo l’arredo dell’albergo.
         < Allora, hai delle novità per me >. Disse Estrella.
Il grosso Inquisitore, stretto nella sua divisa nera, scosse il testone.
         < Ben poco. Ho parlato con il portiere, per sapere se la donna avesse visto qualcuno poco prima dei fatti, ma ha detto che le aveva consegnato solo una busta chiusa. Non sapeva chi l’avesse portata. Quello lo sapeva la ragazza in turno con lui, ma aveva finito il servizio e quindi era a casa. Ah quando ho interrogato il portiere c’erano anche quei due della “Duca”. Non hanno fatto domande, però … Però – Anticipando l’occhiata furente della donna – Quando ho visto quei due partire a testa bassa verso l’indirizzo  della ragazza fornito dal  portiere li ho preceduti. Ho mandato Lester, uno dei nuovi dell’ufficio e di corsa. Così gli ho detto, di corsa da … Marie Sophie … Qualcosa d’altro, non ho capito il cognome, ma l’indirizzo … Benissimo – Mostrò il taccuino dove aveva annotato tutto – E’ arrivato proprio mentre i due segugi se ne stavano andando. La ragazza era un po’ seccata di ripetere la storia per la seconda volta ma Lester è uno che ci sa fare con le donne .>
Estrella questa volta esplose.
          < Allora? Cosa ha fatto? Ha preso un appuntamento o si è fatto dire dalla ragazza  chi e cosa avesse visto? Nella tua infinita bontà, vuoi farmene partecipe oppure devo strapparti dalle mani  quel taccuino? >.
Il grosso inquisitore  arrossì violentemente.
         < Bèh, no. Ecco .. La ragazza ha riferito che un tipo strano, un fattorino che non sembrava proprio un fattorino … Aveva una busta da consegnare a  .. . Kira Lisdrow , ma lei non era in albergo, così la Marie, la ragazza del bancone, ha preso la busta, la messa nel casellario e finalmente lui se ne è andato. Tutto qui. Ah no, dimenticavo. Quel tipo, a detta della ragazza, aveva una brutta faccia e una ridicola lercia bombetta piazzata sulla testa. Già, proprio così ha detto. Che strano però, ricordarsi di un dettaglio dell’abbigliamento: una lercia bombetta >.
Estrella fissò il grosso Inquisitore.
         < Sono i dettagli che fanno la differenza. Quando vuoi mettertelo nella zucca. Una lercia bombetta, ha detto. Ehm … Interessante. Hanno detto qualcos’altro il portiere e questa Marie Seraphine >.
         < No, Marie Sophie. Quello è il nome della ragazza. No o si … Aspetti un  momento .. Ah si. La donna … La Lisdrow ieri sera è uscita ed è rientrata con due persone, un uomo e una donna e sono saliti in camera della Lisdrow. L’uomo è sceso dopo una … Mezz’ora. La donna … Era ormai l’alba. Credo che avessero fatto .. Sesso. Così è sembrato al portiere di notte che ne ha parlato con lui .. Il portiere che ho interrogato. La Lisdrow è uscita verso le otto e mezza e a quanto pare è andata al Centro Comunicazioni. Verificheremo, naturalmente. Poi è rientrata, ha preso la busta e poi .. La cameriera del piano ha trovato quel che ha trovato. E’ tutto. Anzi un’ultima cosa … Elmo Dronegi della Scientifica mi ha assicurato che avremo un primo rapporto domani in mattinata e quello completo tra un paio di giorni. All’ospedale ci sono un paio dei nostri: René La Forge e Jorge Firmìn. Li ho mandati per aspettare l’esito dell’operazione a cui è stata sottoposta la Lisdrow. Speriamo che riesca a superarla >.
Estrella si gratto la testa, poi mosse le spalle come se volesse sciogliere dei fastidiosi nodi.
         < Qui abbiamo finito ed è meglio rientrare. Piuttosto, telefona in ospedale e richiama Firmìn. Lo voglio in ufficio. Ci aiuterà a rimettere insieme tutte le informazioni che abbiamo. Questa Lisdrow poi, chi era in verità? >.
         < I documenti parlano di una ricercatrice dell’Università della Scania. Forse per questo che è andata al Centro Comunicazione. Pare facesse parte del Dipartimento di Studio della Comunicazione di quell’Ateneo. >
         <  Verificheremo anche quello >. Concluse Estrella lasciando la stanza seguita al piccolo trotto dal grosso Inquisitore.
La discesa in ascensore dei due fu dapprima silenziosa, pio il grosso agente non si trattenne.
         < I due segugi della “Duca” non sono andati però all’ospedale >.
Estella lo guardò con commiserazione.
         < Per forza. Loro seguono la bombetta e chi c’è sotto quella bombetta >.
Il grosso si stirò il naso.
         < Lei dice, tenente? Non è più facile farselo dire direttamente dalla Lisdrow? – Poi facendo un’espressione perplessa – Sempre che superi lì’operazione. Vero anche quello … Però, in fondo, sperare .. Che cosa costa? Io dico che ce la fa. Se in questo momento ci fosse Sandòr, della Squadra Finanziaria avrebbe subito scommesso qualcosa >. A quell’uscita si mise a ridacchiare.
         < Non c’é nulla da scommettere e nemmeno da ridere. Abbiamo una vittima e un colpevole da trovare. Concentrati su quello e non sulle scommesse, maledizione >. Lo rimbeccò stizzosa la donna. Il grosso deglutì e rimase in silenzio. Era il secondo rimbrotto in poco tempo. Prima di andare a casa, quella sera, rischiava di riceverne altri se non prestava più attenzione a qual che faceva, ma soprattutto a quel che diceva.
Una volta rientrati in ufficio Estrella si mise subito al PC e iniziò a consultare tutti i database di delinquenti cui poteva accedere e dopo qualche tempo, che fissava lo schermo con un viso sempre più cupo, i suoi lineamenti si distesero e un’espressione soddisfatta si dipinse sul suo volto.
         < Eccolo. L’abbiamo preso il portatore di bombetta. Rakònkay. Killer di professione al soldo di chi paga meglio, naturalmente. Ha sulle spalle un mucchio di morti ammazzati. Lo hanno fermato già un tre … No quattro volte, ma lo hanno dovuto rilasciare. Neppure uno straccio di prove a suo carico. Ecco a chi danno la caccia i segugi della “Duca Ramiro”.  Vediamo ancora qualcosa di questo bel tomo … Ecco qua .. A quanto pare ha lavorato per la Gilda dei Mercanti di Idee e non solo una volta e ci sono forti sospetti che sia il … Liquidatore della Banda delle Rune del Primo Fuoco. La banda delle Rune … Uhm, mi viene … Telefona a René, svelto e digli di chiedere ai soccorritori se hanno trovato dei tatuaggi addosso alla nostra Kira. Mi è venuto un sospetto e se è fondato forse abbiamo una possibilità in più di risolvere il caso, o almeno potremmo essere sulla pista giusta. >.
Il grosso e goffo inquisitore alzò la cornetta e fece quella telefonata.

La finestra del tempo.57

Il rapporto a Van Der Meewe fu più lungo del previsto. I due uomini dovettero dire tutto quanto era successo al Centro Comunicazione, anche la pesante minaccia che Togo aveva subito da Logan.

Se Van Der Meewe aveva rinchiuso nella sua borsa di pelle i fascicoli e le carte di Darla, con gioia e soddisfazione, per l’impresa raggiunta, il suo soddisfatto tamburellare sul cuoio, mano a mano che si svolgevano le cose, diventava un segno di evidente di insoddisfazione e preoccupazione, per la piega assunta alla fine dell’indagine stessa.

In più quella strana aggressione e la presenza degli uomini della “Duca Ramiro” misero in agitazione l’ometto. Arrivarono anche ai due compari, guardandolo negli occhi, ondate di preoccupazione miste a scoramento, preoccupazione, come se i fatti fin lì raccontati lo stessero denudando.  Logan per un momento credette che le peripezie patite, lo fossero, perché Van Der Meewe aveva anteposto un suo interesse particolare e quel che aveva raccontato e il modo con cui l’aveva fatto era stato solo per soddisfare una sua voglia., un suo perverso desiderio ed ora la verità stava venendo a galla. Improvvisamente Van der Meewe, però, esplose e da ciò che disse si capì immediatamente quanta la sua preoccupazione si fosse tramutata in semplice ed umana paura. Non per se, ma per ciò che era custodito nella borsa.

         < Va bene ho capito tutto – Poi rivolgendosi alla ragazza che aveva stenografato tutta la conversazione – Tu hai finito? Bene .. Dammi quanto hai scritto e … Non importa se la punteggiatura è da correggere, va bene così … C’è tutto quanto abbiamo detto, vero – La ragazza assentì – Bene … Voi due con me. Dovete proteggermi, farmi da scorta. Andiamo immediatamente dal Giudice. Qui, non possiamo stare. Troppo pericolo .. Per noi e per questo. – Indicò la borsa di cuoio che intanto si era messa sotto il braccio – Andiamo via, subito. Alba – Si rivolsa ancora alla ragazza – Mentre noi scendiamo, avvisa  Brenno di preparare la macchina. Via , via , velocissima. Andiamo intanto >.

Prese per un braccio Duncan, che gli era più vicino e lo trascinò fuori dalla stanza con Logan alle calcagna, che intanto aveva messo mano al calcio della pistola.

Duncan si liberò dalla presa di Joop.

         < Vorrei indietro il mio braccio, soprattutto perché mi serve nel caso dovessi prendere la pistola e poi tu – Indicò l’ometto – Stai dietro di me. Logan coprirà le nostre spalle >.

Scesero le scale della casa che li ospitava, saltando i gradini e in breve furono nel garage sotterraneo. Qui Brenno, un alemanno dal volto butterato e da una mano occupata da una piccola mitraglietta li aspettava. Aveva già aperto gli sportelli e acceso il motore della macchina, che partì sgommando, quando i posti furono occupati da tutti.

Viaggiarono veloci e in silenzio per buona parte del tragitto, ma Logan ancora confuso dalle sensazioni provate, non tardò ad aprire bocca.

         < Van Der Meewe, ci spieghi perché questa improvvisa fuga? Secondo te chi ci sta seguendo o chi ci vuole, che so … Morti? Vogliono il contenuto della borsa, prima che lo abbia nelle mani il Giudice? Oppure è una tua paranoia? Che diavolo sta succedendo? >.

Van Der Meewe si passò il dito tra collo e colletto, come se si sentisse soffocare, poi guardò fuori dai finestrini, sicuro che qualcuno li stesse spiando. Si tolse gli occhiali e cavò da una tasca dei pantaloni un grosso fazzoletto di batista e si asciugò la faccia da un immaginario sudore.

         < Se all’inizio di questa nottata ormai, data l’ora, ero contento di come si siano svolte le cose. L’esito della missione e anche lo spiacevole incidente con Togo. Anzi grazie a te Duncan, che ci hai messo una pezza, altrimenti ora saremmo in guai ben peggiori. Dunque stavo dicendo … Ha sì. La missione, l’indagine. Tutto bene tutto perfetto, ma … Ma quella storia di quel’aggressione al Grand Hotel e la presenza di agenti dei Servizi ..Bèh quello, non è positivo. Vuol dire che siete stati seguiti e gli inseguitori, forse, avevano alle calcagna dei segugi e ciò è molto grave. Bruttissimo. Questa storia doveva essere un segreto. Chi sapeva di voi e che cosa steste facendo era nella testa di una dozzina di persone. Era un segreto eppure qualcuno deve aver parlato. Siamo stati traditi. C’è una talpa e meno male che è sempre un passo dietro di noi … O la fortuna ci arride. Come prima. Voi siete arrivati dopo il fatto e dopo che si sono visti quegli uomini. Due avete detto, vero. Ora non c’è tempo da perdere. Il rifugio del Giudice è un ottimo rifugio e nessuno può venire senza essere scoperto. Brenno manca ancora molto? >.

Il grosso autista scosse la testa, grugnì, scalò una marcia e fece una stretta curva, poi la strada sembrò essere inghiottita in una nera voragine. L’auto si fermò in una rimessa sotterranea e si udì chiaramente il frastuono di una serranda di ferro che scendeva precipitosamente. Si accesero qualche luce  e una porta si aprì alla loro destra. Sulla porta si stagliò una figura massiccia, una delle guardie del Giudice, che fece loro il segno di entrare in quel cono di luce giallastra.

Entrarono dalla porta e si trovarono di fronte un ascensore dalle porte spalancate. Più che un ascensore sembrava un montacarichi che partì piano e cigolando. Van Der Meewe sembrò rilassarsi per un momento, anzi si mise apposto il giaccone che aveva infilato in fretta e furia prima di uscire da quello che sembrò a tutti e due essere il suo ufficio, poco prima. Logan e Duncan allora seguirono il suo esempio cercando di spianare le pieghe dei loro abiti, ma fu inutile. Quei panni di foggia militare non ne vollero sapere e anche gli scarponcini che calzavano, rimasero con le loro belle macchie, le sbucciature e i vari segni dovuti all’uso.

Finalmente la lenta ascesa terminò e si ritrovarono affacciati su di uno squallido pianerottolo. Sembrava una casa popolare e la finestra che si apriva faceva vedere una fetta di paesaggio dai contorni indefiniti se non per il fatto che l’illuminazione era scarsa e una parte dell’orizzonte, tutto da immaginare per altro, era occupata da una grossa torre di raffreddamento. Erano nei pressi del centro industriale della città a ridosso di qualche fabbrica, pensò Logan o forse accanto alla centrale o qual che ne restava. Una delle porte che davano sul pianerottolo si aprì con un cigolio e s’intravide una faccia dietro lo stipite. Poi la porta si aprì abbastanza per mostrare la figura di un uomo che li invitava ad entrare. Anche quello tarchiato e muscoloso e tra le grosse mani stringeva una mitraglietta, ma gli occhi bovini facevano trapelare una sordida cattiveria. Logan si sentì a quel punto, a disagio.

         “ Che razza di gente frequenta questo Giudice. Facce da galera, tagliagole della migliore specie. Guarda questo. Sembra un toro pronto per caricare, se uno fa una mossa non contemplata dal manuale di questo tizio, mi ritrovo pieno di piombo in un battito di ciglia.” Pensò Logan mentre entrava e squadrava il guardiano, che non lo degnò neppure di uno sguardo.

Duncan non fece segno di nulla, anzi ammiccò al grosso che li aveva accolti, come se tra i due ci fossero stati dei pregressi. Percorsero un corridoi spoglio e si fermarono in una stanza, dove per arredamento c’era un tavolo di legno e qualche sedia. Dall’alto pendeva un filo e attaccata ad esso una lampadina emanava una luce malata. Un senso di squallore evidente si pavoneggiava senza ritegno. La stanza dava poi verso una finestra chiusa da una tapparella evidentemente rotta da tempo e non c’era segno di cinghia per riavvolgerla. Una porta chiusa dall’altro lato della stanza formava il resto della stanza.

Van Der Meewe vi si avvicinò, bussò discretamente e ottenuta una soffocata risposta entrò, non prima di aver detto a Logan e socio.

         < Voi aspettatemi qui .. Sedetevi, sarà una faccenda un po’ lunga. Vi chiamerò io. Giù … Giù, seduti, forza >-  Detto ciò entrò – < Giudice, buona sera, ho una buona e una cattiva notizia. Da dove inizio? >. La porta si richiuse e Logan, Duncan e gli uomini di scorta del Giudice rimasero a guardarsi l’un l’altro.

Logan fece un mesto sorriso.

         < Partitina a carte, mentre aspettiamo? >.

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