CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivi per il mese di “aprile, 2015”

La finestra del tempo.66

Di quel giorno ventoso, Logan ricordò in seguito, abbastanza. Una memoria che chiamava “ a leopardo”. Alcuni momenti, alcune situazioni erano rimaste vivide e definite. Di altre aveva il sentore di un particolare: un odore, una luce, una sensazione diffusa, ma confusa, sbiadita. Gli rimase, di quel giorno, l’odore del vento, che soffiava forte spazzando le strade e scuotendo gli alberi. Non permetteva neppure alle nuvole di accavallarsi le une alle altre, ma le sfilacciava, quasi con una furia incontenibile, strappandole in lunghe scie, sempre più sottili e i contorni delle cose erano più vivide e definite. Le montagne sembravano avvicinarsi ogni momento di più, creste e orridi, canaloni e placche di dura roccia si mostravano, impudiche e se fissavi le sommità coperte di neve, questa sembrava mandare barbagli magici.
Logan lo marcava, quel vento. Lo caricava di una energia che in qualche modo andava scaricata. Aumentava la sua frenesia di fare, di decidere, di agire e sentiva la pressione aumentare, i suoi sensi, le sue percezioni, acuite, ma allo stesso tempo, quell’aria lo rendeva vulnerabile. Era l’istinto a dominarlo e si fidava del suo istinto, ma sapeva anche, che molte volte, quello lo aveva spinto a prendere delle decisioni, si erano poi rivelate errate. La razionalità sembrava esser messa da parte, negletta, imbarazzante, inutile. Era consapevole di quella dualità: di essere travolto dall’avventatezza di alcune sue decisioni, ma sapeva anche che non avrebbe potuto opporre la ragione e frenare o comprimere il pensiero e l’azione. Era disposto in quel giorno a pagare pegno, perché avvertiva l’urgenza di chiudere quella finestra sul tempo, che si era costretto ad aprire.
Osservava dalla finestra le manovre di vento impetuoso, quando la porta dell’ufficio si aprì ed entrò l’agente Merlano e dietro lui Fionnula, ingolfata nel suo lungo giaccone chiuso fino a coprirle la faccia, con il cappello d’ordinanza ancora premuto con una mano sulla testa. Sotto la visiera, eccitati occhi lo stavano fissando e indovinava che sotto il bavero, alzato all’inverosimile, un largo sorriso di felicità, incorniciava il volto della ragazza.
Merlano con  un gesto plateale stava indicando la porta e con affettata sufficienza disse.
< Abbiamo, anzi hai visite. Anzi una visita di quelle … Una visita speciale … Che attendevamo da fin troppo tempo. Logan … ti presento il “Ballerino”>.
Ruben James, entrò con ampie falcate, ieratico e gesticolando con le braccia e arrivato davanti a Logan si mise nella prima posizione e si chinò verso di lui, leggermente. Il “Ballerino” era entrato in scena.
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Wilmer, vecchio compagno del non compianto Rungald, ne aveva preso il posto, dopo l’infausto incontro con il Liquidatore, avvenuto nella notte dell’omicidio di Kayla.  Ora comandava il piccolo esercito di malfattori al soldo del Consiglio delle Rune del Primo Fuoco, erede di quella banda del Norreno, che era stata duramente colpita nella battaglia di Bunker Hill. Wilmer però non voleva legarsi solo ed esclusivamente al Consiglio delle Rune, per cui accettava qualunque incarico, basta che fosse ben retribuito e non importava da che parte giungesse l’incarico. Importante che fosse pagato e anche bene. L’offerta fattagli dal Liquidatore era una di quelle e non ci volle molto per organizzare ciò che Rakònkay voleva. Aveva imbeccato e bene quelli che lui definiva i disinformatori, che a loro volta avevano imbeccato quelli che si credevano informatori delle forze dell’ordine ed ora il “Ballerino” era davanti a Logna, con il carico di informazioni, che avrebbero permesso all’Inquisitore di mettere le mani sul feroce killer.
Questo era quello che sperava Logan. Rakònkay voleva Logan solo morto e voleva concludere in fretta.
Wilmer aveva fatto in modo che al “Ballerino” arrivasse la notizia che il Liquidatore era in città e soprattutto dove fosse il nascondiglio. Il resto per Wilmer non era importante. Aveva avuto la sua ricompensa e i motivi per i quali Rakònkay volesse morto Logan, non gli interessavano. Sapeva che la morte di Logan avrebbe interferito per un poco nei suoi affari, ma il bilancio profitti e perdite pendeva sul primo. Ci sarebbe stato un periodo, che si augurava breve, nel quale di affari in città, non sarebbe stato possibile farne, ma muovendosi bene e ungendo le ruote giuste, la congiuntura negativa avrebbe avuto breve durata. Gli affari , in fondo non ne avrebbero risentito.
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Logan e Ruben James si fissarono per lungo tempo. Lo sguardo dell’uomo, immobile nella sua posizione, sembrava perdersi sempre di più, quando improvvisamente si mosse. Piroettò e iniziò a contorcersi al ritmo di una musica chiusa nella sua testa. Sembrava danzare una musica sofferta e le espressioni del suo volto indicavano una sorta di lotta. Digrignava i denti, sbarrava gli occhi, poi alzava le braccia per farle ricadere pesantemente e le espressioni del volto erano sempre più grottesche, fino all’ultima: l’espressione della morte.
Poi riassunse la posizione iniziale e si chinò profondamente più volte, quasi a ringraziare il pubblico immaginario, quindi con la faccia ancora stravolta per la performance appena svolta si rivolse a Logan.
         < Oh … Petrucka! Smetti gli affanni. Inutile inseguire il Ciarlatano … Piuttosto, accompagnati al cavaliere dalla triste figura. Là … Finalmente Odette non dovrà più subire la ferale umiliazione >. Poi si voltò di scatto e accennando un passo di danza si avvicino a Merlano.
          < I miei crediti pattuiti. Se l’arte non ha prezzo, l’artista deve pur mangiare >.
Merlano mise una mano in tasca e ne trasse una piccola borsa di tela e la mise nella mano aperta che aveva sotto il proprio naso. Ruben James si chinò nuovamente verso Logan e con lo stesso passo uscì.
Logan fissò prima Merlano poi Fionnula, poi guardò gli altri astanti e ritornò su Merlano.
         < Ma … Sei scemo? O cosa? Chi cazzo è questo demente? Noi striamo cercando un assassino e tu … Mi porti … Un deficiente che si agita come se avesse le convulsioni e parla di gente, che forse neppure lui sa chi sia e lo paghi anche! E’ certo … Sei scemo.

La finestra del tempo.65

Lavorarono ancora un paio d’ore, senza risultati e perciò ciascuno prese la strada di casa, nella speranza che una notte di sonno portasse qualche frutto.

Logan entrò in casa e cercò , al buio , l’interruttore e accesa la luce si trovò una sorpresa.

         < Salve Logan >.

Davanti gli apparve un ometto segaligno, dalla voce acuta e dallo sguardo vivace. Logan rimase interdetto, per la sorpresa e si accorse immediatamente che l’uomo non era solo. Due altri individui ai lati della stanza lo stavano fissando. Dai rigonfiamenti fin troppo evidenti Logan intuì subito che i due erano armati e che si sarebbero serviti dell’artiglieria se solo gliene avesse dato la possibilità. Si rilassò e guardo meglio i tre inaspettati ospiti. Uno, lo ricordò quasi subito, lo aveva visto nell’appartamento del Giudice, giù nella zona industriale, la sera che il mistero di Bunker Hill era stato sciolto sino in fondo. Fissò l’uomo che lo aveva salutato e fece uno sforzo per ricordare quella fisionomia che gli era risultata famigliare quasi subito. Poi ricordò dove si erano già incrociati. Al Covo del Pissai, ecco dove si erano già visti. Era l’uomo che gli era comparso improvvisamente davanti, mentre mangiava e gli aveva detto che era seguito.

         < Salve a voi tutti. Con chi ho l’onore di parlare? >.

L’ometto si appoggiò meglio al tavolo.

         < Sono Darius. Diciamo che sostituisco Joop Van Der Meewe o meglio, io sostituisco in tutto e per tutto Joop e … >.

         < Lui dov’è ? Sempre che me lo possa dire? … Darius, giusto >.

L’uomo corrugò la fronte.

< Dicevo … Immagino che conosca già i miei due amici. Vi dovreste essere già conosciuti qualche tempo fa. Giusto?  Bene, lo immaginavo. So che hai buona memoria .. Per le facce soprattutto. Bèh, se così non fosse il tuo lavoro da Inquisitore, diciamo che ne soffrirebbe. Giusto? Bene, dato che le presentazioni sono state fatte passiamo alla parte importante. Vediamo … Joop dov’è ? Non ha importanza, ora ha un altro incarico e … Allora, vediamo un poco … Il Liquidatore si è ripresentato … Bene … Ora, Duncan, grand’uomo quel Duncan, ecco … Ci ha chiesto, o meglio, ha chiesto l’intervento del Congresso Continentale. Il che è giusto. Potrebbe essere un affare abbastanza grande, non tanto per l’uomo in questione, ma per ciò che potrebbe rappresentare, anzi per chi potrebbe rappresentare. Ecco, quello è il vero problema. Intorno al Liquidatore girano parecchie storie e non tutte sono verificate o verificabili. Mettergli le mani sopra, non sarebbe male, anzi sarebbe una cosa molto utile. Questo immagino tu lo abbia già capito. Non sei uno stupido e poi è tutto il giorno che tu, la tua collega … Fionnula giusto? Bella e brava ragazza. Ha un futuro se sarà guidata bene. Ah, poi c’è quell’agente dei Servizi. Merlano, giusto? Non è un gran che, ma lavora sodo. Quindi avresti bisogno di uno che sia addentro a certi meccanismi, che riesca ad aprire certe porte, avere le informazioni giuste. Bene, lo hai trovato >.

               < Quell’uomo saresti tu, forse? >.

< E chi se no? Lui forse? – Rispose piccato Darius indicando con il dito l’uomo alla sua destra – Io, certo, chi altri? Credi di poter accedere proprio da tutte le parti? Credi di avere abbastanza informazioni o risorse o uomini per continuare la tua indagine? Io dico di no e a qualcuno potrebbe, non piacere il lavoro fin qui svolto. Lavoro, bèh è una parola un po’ grossa a dire il vero. Non avete niente o poco più di niente. Un avvistamento, una fotografia e una memoria un po’ labile. Quella di chi ha identificato il Liquidatore. Bastano due o tre birre e … Come si chiama? Malpasutti  … Non si ricorderebbe neppure come si chiama. Quello è un ubriacone e non è poi quel gran meccanico. Appena passabile. Ora lasciamo perdere e vediamo di venire a capo di questa faccenda. Vogliamo il Liquidatore, possibilmente vivo, però se dovesse succedere un incidente, ecco vorremmo che la vittima sia lui e nessun altro. Chiaro il discorso, sino ad ora >.

Logan intanto si era seduto dalla parte opposta di Darius.

         < Allora lo volete vivo. Va bene, vediamo di prenderlo vivo quest’uomo. Ora però dobbiamo capire perché è tornato e chi sarà il suo bersaglio e qualche idea, da verificare è vero, io l’avrei. >.

         < Sentiamo queste idee e confrontiamole con quelle che abbiamo noi. Merlano, anzi i Servizi hanno anche loro formulato delle ipotesi, oppure si sono come al solito buttati in questa caccia, sfruttando le idee degli altri e tacendo sulle proprie >.

Logan gli lanciò un occhiata significativa e Darius scosse la testa. La scuola di Duca Ramiro non era servita a nulla e i Servizi si stavano involvendo dietro camarille di potere interno che li stava consumando. Le notizie che aveva Darius stavano per avere un’altra conferma ed era bastato uno sguardo.

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Rakònkay, disteso sulla branda, unico elemento d’arredamento di quella squallida stanza, fissava il soffitto. Ormai erano ore che lo fissava ed era quello uno dei suoi sistemi di vuotare completamente la mente e per trovare lentamente, ma con costanza, la concentrazione necessaria per affrontare la situazione. Iniziò a ricordare gli avvenimenti del passato prossimo: la richiesta dei suoi servigi e l’incentivo promesso e quello già incassato. I termini del contratto e la più ampia libertà d’azione per portarlo a termine, il suo contratto. Il bersaglio questa volta era veramente impegnativo e avrebbe dovuto dar fondo a tutte le sue risorse per poter soddisfare ciò che aveva promesso. Questo però non lo preoccupava più di tanto. Lui i contratti li aveva sempre onorati e mai nessuno se ne era lamentato. Anzi era il suo brillante biglietto da visita. Questa volta però uccidere il Giudice poteva rivelarsi più complicato del solito. Non era mai successo che il bersaglio fosse così grosso. In tanti anni nessuno si era mai azzardato a fare tanto, ma forse i tempi erano cambiati o forse per quell’incarico era arrivato anche l’uomo giusto e quel pensiero gli fece aumentare, per un attimo, il ritmo del respiro. Orgoglio. Si calmò immediatamente e riprese a respirare con regolarità, abbassando sempre di più il ritmo. I fetore della stanza non aiutava ad insufflare tanta aria.

Per ora, si disse, devo solo aspettare che inizino ad arrivare le informazioni richieste, poi le azioni saranno in conseguenza. C’era solo d’attendere e riprese a vuotare la mente per abbandonare, seppur vigile, il mondo circostante.

La finestra del tempo.64

La risposta di Duncan non tardò ad arrivare. Lui non era disponibile a raggiungere Logan e seguirlo nell’indagine per catturare Rakònkay, però poteva metterlo in comunicazione con la persona che curava i collegamenti tra gli Inquisitori e il Congresso Continentale e di conseguenza con l’apparato dei Pacificatori. Con il Giudice insomma, il nuovo Giudice che si era insediato da poco tempo. Non sapeva chi fosse stato eletto, ma sicuramente non avrebbe mancato di appoggiarlo, visti i precedenti.

Logan storse il naso a quella notizia, però capì che a qual punto doveva per forza fare da solo, senza l’appoggio del vecchio socio. Si rivolse a Fionnula, che non aveva smesso di compulsare lo schermo del suo PC e prendere i doverosi appunti.

         < Allora? Novità dagli alberghi? >.

La ragazza scosse la testa.

         < Niente da fare per ora. Ho fatto anche qualche telefonata ai miei informatori. Di stare in campana e di avvertirmi nel caso avvistassero il nostro uomo, ma credo che per ora si sia trasformato in un fantasma >.

Si aprì di colpo la porta e Merlano fece la sua entrata, portando sotto il braccio un voluminoso incartamento, che mise, con malagrazia, sulla scrivania di Logan.

         < Qui c’è tutto quello che abbiamo sul nostro uomo – Disse sbuffando e togliendosi la giacca – Come vedi di notizie  … Abbondiamo … Note di avvistamenti, verbali di pedinamenti, cose dette dagli informatori … Accomodati pure. Anzio accomodiamoci, perché la roba è tanta e noi siamo solo in tre e il tempo non ci é amico. O sbaglio? >.

Logan con un gesto chiamò Fionnula, ad accomodarsi anche lei alla sua scrivania. Prese il voluminoso fascicolo e lo divise in tre parti, facendo attenzione di suddividerlo equamente, nel limite del possibile.

Passarono le ore e Logan guardando fuori dalla finestra si accorse che le prime ore della sera erano ormai scese e che il suo stomaco stava brontolando in maniera preoccupante.

         < Basta – Disse alzandosi dalla sedia e stirandosi, attendendo di sentire scricchiolare qualche cartilagine. Poi iniziò ad ondeggiare la testa e sentì crocchiare le vertebre del collo – Basta. Fermiamoci  e andiamo a mangiare. Riprenderemo dopo. Personalmente sono arrivato al punto di non capire neppure ciò che sto leggendo. Non so voi, ma è venuta fame  e sete >.

Fionnula iniziò una ginnastica oculare e Merlano si lasciò letteralmente cadere sulla sedia. Sembrava un pupazzo disarticolato.

         < Sì – biascicò – Mi serve un buon pasto e una buona birra e … Fumare una sigaretta. Ne ho un voglia da … Non so neppure io da quanto. Andiamocene da qui e alla svelta >.

Fionnula dopo la ginnastica agli occhi pensò di aggiungere anche quella facciale e mentre faceva strane smorfie, prese il giaccone d’ordinanza, la borsa e si diresse verso la porta, senza spiaccicare parola.

I tre uscirono e si diressero in un locale li vicino, l’ ”Osteria dei Lupi”. Un locale tenuto da un tipo strambo che aveva passato fin troppi anni in giro per i boschi a studiare i lupi ed ora, che l’età e gli acciacchi non gli permettevano più le sue scorribande, aveva deciso di aprire un locale. Frequentato soprattutto dagli uomini degli Inquisitori e dei Servizi, visto che era vicino alla loro sede, serviva birra a volontà e piatti di una cucina semplice ma gustosa. I padrone non era scontroso o diffidente come gli antichi amici, ma aveva il dono di farsi gli affari propri e di non parlare mai con nessuno di ciò che sentiva nel locale. Ci teneva troppo alla clientela.

Il pasto fu consumato in silenzio, un po’ perché a Logan seccava parlare a tavola. Se era il momento di mangiare si mangiava e non si doveva pensare e o fare altro. Questo era un limite che aveva ostacolato i buoni rapporti con l’altro sesso. Però lui di parlare durante i pasti, proprio non ci riusciva. Merlano poi, era troppo impegnato a scarnificarle le sue costine di maiale, per lasciarsi andare a qualunque dialogo, infine Fionnula, con la sua insalata di pollo, stava masticando con lentezza ogni boccone e si vedeva immediatamente che il corso dei suoi pensieri era lontano mille miglia da quel luogo.

Solo dopo il gotto di caffè, con le pance piene e un diverso colorito, le lingue si sciolsero e stabilirono subito che gli elementi che avevano, pur essendo una montagna, non avrebbero portato certo a scoprire dove fosse Rakònkay, però potevano essere utili a capire il perché della sua presenza.

         < Se il Liquidatore è tornato – Esordì, dopo un certo silenzio Logan – Certo è che è stato mandato da qualcuno >.

         < Cioè?  A chi pensi? O per lo meno chi ne potrebbe trarre un utile? Qualche Gilda?  La banda delle Rune del Primo Fuoco? Un contratto, come pare definisca i suoi servigi, datogli da un … Privato? Vendetta, regolamento di conti ? >. Interruppe con foga Merlano.

         < Può essere un buon indizio quello di un Gilda. Pensiamo solo ai Mercanti delle Idee. Dopo i fatti di Bunker Hill, hanno perso molto potere e influenza e non da tutti sono accolti a braccia aperte. La collusione con la Banda del Norreno è una macchia difficile da togliere. Soprattutto per le grandi Tribù e i Popoli di questa zona. Ma anche di altre. So che al Nord dalla Scandia fino alle isole dei Pitti, le terre degli Angli, per non parlre dei Mistrali. Loro gli hanno precluse le frontiere >. Intervenne  Fionnula, che parlava fissando un punto indefinito del soffitto a travi a vista del locale.

         < Non credo che la malavita abbia un interesse così grande da ingaggiare un solo uomo. Per compiere poi cosa? L’omicidio di chi? Colpire forse Marcus? Ora che la matassa di Bunker Hill è stata svolta tutta, o quasi, ora che il Protocollo di Jeronimus è saltato fuori … L’uccisione di Marcus potrebbe essere simbolico. I resti della Banda del Norreno la fanno pagare a chi è succeduto a Jeronimus stesso. No, non credo proprio. Troppo lambiccato. E non credo neanche che vogliano colpire Togo e il suo gruppo. Per ciò che hanno permesso di scoprire riguardo Bunker Hill. E’ vero che quello ha azzerato praticamente un mondo di misteri e di conseguenza tutto quello che poteva ancora girare intorno a quel mistero. Una bella montagna d’interessi, sotto varie forme. Non so .. C’è qualcosa di strano e speriamo che l’arrivo di qualcuno del Congresso Continentale possa illuminare meglio la situazione >. Logan concluse il discorso ingollando l’ultimo sorso del suo caffè, ormai tiepido e alzato il boccale richiamò l’attenzione del padrone, detto il Lupo, per farselo riempire ancora.

Merlano fece una faccia meravigliata.

         < Avremo anche la partecipazione straordinaria del Congresso Continentale. Come mai? Chi ha avuto questa geniale idea? Forse che noi non siamo capaci di cavare un ragno dal buco? >.

Logan notò, come pure Fionnula, un risentimento nelle parole di Merlano.

         < No. Assolutamente. Li ho chiamati io, perché il Congresso è in contatto con i Pacificatori e loro hanno risorse che noi, attualmente non abbiamo. Tutto qui >.

Merlano scosse la testa, non convinto della spiegazione.

         < Dovrò informare i miei superiori di questa faccenda e non credo che saranno contenti della presenza di agenti … Bèh di quella gente li. >.

Logan sorrise malignamente.

         < Sembra che voi dei Servizi li temiate. Avete paura che guardino nei vostri cassetti? Oppure avete qualcosa del passato o nel presente, che preferite tenere lontano. A Duca Ramiro, ai suoi tempi sia il comandante DuRaand che Tauranga non fecero nulla per farsi scoprire, anzi lo depistarono con quel travestimento da pastori e Duca bevve la loro storiella e la propinò anche agli altri. Tutti caddero nel tranello. Mi sa che voi, quello  non lo avete digerito. Sbaglio ? >.

Merlano lo fisso cupo in viso.

         < Quelli erano altri tempi e no. I Servizi non devono assolutamente nascondere nulla agli agenti del Congresso e poi se lo facessero … Sarebbe giusto. I segreti del Clan devono rimanere tali e poi  … Basta non vi debbo nessuna spiegazione . A me interessa prendere quel Rakònkay, con o senza il Congresso in mezzo ai piedi. Sono stato chiaro? >.

Logan ingollò l’ultimo sorso di caffè.

         < Continuiamo la conversazione in ufficio se non ti dispiace >.

I tre si alzarono, pagarono e uscirono tentando nel limite del possibile di ignorarsi.

La finestra del tempo.63

Bastò solo una mezz’ora e i dati richiesti finirono sul tavolo di Logan. Rakònkay era sbarcato in mattinata, facendo perdere naturalmente le proprie tracce. Logan scosse la testa contrariato.
         < Possibile che a nessuno della Fluviale sia venuto in mente di fare un controllo, maledizione. Quell’uomo è sulla lista dei ricercati, la sua faccia è nei nostri archivi e quelli della Fluviale? Cosa stavano facendo? Pescavano ghiozzi? >. Così dicendo sbattè forte i fogli che teneva in mano, sul ripiano, facendo sobbalzare persino Fionnula, che mai avrebbe immaginato di vedere il suo capo così alterato. Anche perché in precedenza non aveva mai mostrato un simile atteggiamento.
         < Logan > Rispose la ragazza  <Tieni presente che la Fluviale da un sei mesi a questa parte è stata rinnovata praticamente quasi tutta, dopo la vicenda dei containers della “DomoLog”. Ora è formata quasi per il totale da agenti nuovi, usciti dall’Accademia freschi di nomina e dei vecchi .. Bèh, quelli rimasti dopo il ripulisti, hanno compiti per lo più direttivi. L’inesperienza purtroppo fa pagare. Adesso hanno anche altri compiti. C’è una squadra di doganieri e un’altra di controllori finanziari. L’aspetto investigativo e di controllo è stato lasciato, come dire, un po’ a margine. Indietro insomma >.
Logan le lanciò uno sguardo torvo, poi inaspettatamente bussarono alla porta e immediatamente l’uscio si aprì, senza dare il tempo di dire alcunché ai due che stavano discutendo.
Entrò un tipo tarchiato, con un giaccone grigio e, caratteristica evidente, con un paio di scarpe che scricchiolavano ad ogni passo, ciò che rendeva imbarazzato il proprietario in maniera evidente.
         < Buon giorno, sono l’agente Merlano … Divisione Investigativa dei Servizi di Sicurezza. Ho saputo che abbiamo un problema. Sono qui per unire le forze e eliminarlo … Ah, scusate le scarpe … Sono nuove e purtroppo sono finito in una pozzanghera e nell’asciugare … Bàh .. Non so .. Hanno preso stupidamente a scricchiolare. Più tardi me le andrò a cambiare. Dunque … Il nostro problema … A che punto siete? >.
Logan fissò l’agente Merlano, basito.
         < Voi come diavolo avete fatto a sapere che noi avremmo un problema, si può sapere oppure la notizia è riservata? E’ successo praticamente adesso e non ne ho parlato con nessuno? Cos’è? Siamo spiati? Ci sono microfoni nascosti? Oppure è uso dei Servizi, spirare tutto e tutti in ogni caso? >.
L’agente Merlano spense automaticamente quel sorrisetto che si era stampato in faccia.
         < No, naturalmente. Noi non spiamo nessuno. Soprattutto i colleghi, ma … Con il nuovo sistema informatico della Sicurezza … Ecco, avete interrogato la scheda di Rakònkay e visto che è ricercato e … Il mio capo, d’accordo con il vostro capo, mi ha mandato ad unire le forze. Voi come noi vogliamo quell’uomo. Forse per due scopi diversi, ma il fine è uguale. La sua cattura >.
Logan scosse la testa.
         < A parte il fatto che non credo ad una parola di quanto mi hai detto … Agente Merlano. Adesso ti siedi lì – Indicò la sedia dove poco prima era stato seduto Malapasutti – Debbo fare un controllo e dopo sono sicuro che porterai le tue maledette scarpe fuori da quest’ufficio >.
Guardò Fionnula.
         < Vado in un’altra stanza. Vedi che questo bel tomo non tocchi niente. Non parli con nessuno, neppure con te e se fa qualcosa che non ti piace sei autorizzata a sparargli. In quanto a te … Fermo, immobile. Ti concedo di respirare, ma respira piano e non consumare troppa aria >.
Uscì sbattendo la porta e percorse il corridoio fino alla stanza più lontana dalla sua, entrò e si attaccò al telefono. Prima di fare il numero respirò profondamente, per calmarsi.  La sua mente viaggiava a mille. I pensieri di affardellavano scomposti, nella mente, urtandosi come elettroni impazziti. In pochi attimi pensò a tutto a al suo contrario. Pensò di essere stato spiato, che ancora una volta qualcuno aveva intenzione di usarlo per scopi a lui ignoti. Che ci fosse al fondo di tutto una ennesima menzogna, cosa che aveva già vissuto e aveva giurato a se stesso di non rivivere mai più. Si sentì tradito e con una rabbia esplosiva in corpo, tanto che si mise una mano al fianco, ma si rese conto che la fondina era vuota. Quel gesto lo calmò.
  • Che cazzo sto facendo. Sono impazzito del tutto? Calma … Calma e gesso … Adesso sentiamo cosa ha da dirci Vitalianus, il Capo. Poi prederemo una decisione e speriamo che sia quella giusta –
La telefonata con il Capo fu tempestosa all’inizio, poi prese una piega più consona e meno aggressiva e alla fine Logan si convinse che quella convivenza per ora poteva andare bene e che doveva funzionare e che ogni eccezione doveva essere necessariamente rimossa.
Logan rientrò nel suo ufficio. L’agente Merlano non  si era spostato dalla posizione iniziale e fissava fuori dalla finestra un punto indefinito. Fionnula dietro la sua scrivania, con la mano destra poggiata sulla pistola d’ordinanza non aveva distolto lo sguardo neppure per un momento.
Logan si sedette dietro la propria di scrivania.
         < Allora … A quanto pare per ora siamo colleghi. Va bene … A un patto però e questo ti sia chiaro fin da ora e fin da subito. Chi comanda sono io. Tu prendi ordini ed esegui e se vorrò il tuo parere, te lo chiederò. Sino ad allora eseguirai e basta. Che sia tu o un altro non importa. Farai quello che dico. Sono stato chiaro? Hai seguito bene il labiale? Non credo che te lo debba ripetere, vero? >.
L’agente Merlano scosse leggermente la testa, poi, quasi fosse una smorfia, spostò un angolo della bocca, abbozzando ad un sorrisetto.
         < Ordini? >.
Logan guardò Fionnula.
         < Per prima cosa contatta tutti gli alberghi, le pensioni, le case d’accoglienza  delle varie Gilde e assicurati che il sospetto ci sia o non ci sia. Se lo scoviamo non deve assolutamente sapere che lo stiamo cercando. Inventati quello che vuoi per sapere se c’è o meno. In quanto a te … Vedi di procurarti tutte le notizie che voi dei Servizi avete su di lui. Dobbiamo tracciare un profilo, capire perché è tornato e sapere quale potrebbe essere il suo prossimo obiettivo. Io … Debbo fare ancor una telefonata . Forza diamoci da fare >.
Fionnula si mise al PC e cominciò a smanettare per recuperare la fotografia di Rakònkay. L’avrebbe trasmessa a tutti gli indirizzi suggeriti da Logan, e nella richiesta di notizie a suo riguardo rimase nel vago. L’agente Merlano invece uscì dalla stanza e si recò ai piani superiori dello stesso palazzo per raccogliere la documentazione che serviva.
Logan si mise davanti al proprio PC e scrisse un messaggio a Duncan. Aveva bisogno di lui.

Ufficio Facce – Aprile 2015

Com’é difficile, se non impossibile … ignorarsi.

Ufficio Facce -Aprile 2015

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