CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Nel mar di Tasmania

Il campo ha dettato il proprio responso. E’ il mar di Tasmania che divide vincitori e vinti. Australia o Nuova Zelanda. Logica delle cose? Speranze ed ipotesi tutte azzeccate? Forse, o forse non esiste la logica per un gioco dalle improbabili traiettorie di una palla che non somiglia ad una palla. Però in finale ci vanno le due squadre che più delle altre hanno dato un’impronta a questi mondiali. Gli All Blacks, i predestinati segnati da una maledizione/benedizione, quella di dover essere i primi a prescindere. Gli australiani che hanno commesso il sacrilegio di eliminare gli inglesi in casa loro. Anzi quella sera é stata quella della vendetta. In casa loro, contro gli inglesi nei tempi supplementari furono beffati da un drop di Wilko, quando mancava una manciata di secondi. Accadeva nel 2003. Ma veniamo alle partite. Dura e spigoloso, come era prevedibile tra gazzelle e moa con i “TuttiNeri” che agguantato il vantaggio non se lo lasciano certo sfuggire. Motivati da gran Carter in uno spolvero da première grande soirée, dimostrando il cinismo che solo i grandi hanno. Generosi e combattenti i Bokkes, ma battere i figli della grande isola, quando sono motivati e lo sono stati fino in fondo, é difficile se non impossibile. I ricordi del 1995 devono essere riaffiorati tutti e benché non ci fosse in campo nessuno dei giocatori di quell’epoca, i fantasmi del campo di Città del Capo e di quella finale vinta dalla squadra arcobaleno, saranno sicuramente riaffiorati tra le erbe di Twickenham. Per gli AB non poteva esserci altra storia se non la vittoria. Una nazione messa a lutto per l’ennesima volta non é proprio possibile. Quindi i primi finalisti sono proprio loro: gli All Blacks.

Oggi altra grande partita Argentina vs Australia e il campo ha decretato: Wallabies. In un primo tempo generoso dell’Argentina, segnato più dal pampero (Il vento della pazzia nella e della pampa) piuttosto che il ragionato e sempre fruttifero gioco biancoazzurro, gli Australiani non hanno certo dimenticato di essere dei bravi ladroni (Come non poteva essere, dati gli antenati) nel punto d’incontro e di palloni ne hanno rubati a bizzeffe. E’ vero che i tangueros, mai domi, hanno gettato l’anima nell’agone, ma gli Aussi, hanno schiacciato tre palloni e piazzato una serie di calci al momento giusto. Bisogna ricordare anche che gli argentini hanno solo fatto punti dai piazzati e sono arrivati anche a due passi dalla meta, ma  quei due passi bisogna farli. Gli Aussi li hanno fatti. 29 a 15 il risultato finale. Concediamo agli argentini ad onor del vero che la compagine é stata decimata da infortuni pesanti e stanchezza, ma di fronte a quest’Australia non era possibile fare di più.

Adesso tutto é rimandato al 30 per la finale di consolazione, 3° e 4° posto e il 31 finalissima e a questo punto solo in uno dei mari più turbolenti del mondo, quello di Tasmania appunto, vedremo veleggiare la coppa e vedremo quale direzione prenderà.

Ad Est verso Adelaide, Sidney oppure ad Ovest, verso Aukland o Christchurch.

Eolo come sempre avrà il suo momento di gran capriccio. A noi il motivo d’inchinarci ai Campioni.

F.to IL BISLUNGO

Ovunque3

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19 pensieri su “Nel mar di Tasmania

  1. Grande come sempre!
    Forza A.B. 🙂

  2. bello come sempre @Cape

  3. lo leggo con colpevole ritardo. ma lo leggo lo stesso.

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