CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivio per il giorno “dicembre 31, 2015”

Metto via

Metto via questo 2015. Lo ripongo nel miglior modo possibile. Senza troppe pieghe e spiegazioni. Né servono le prime, né tanto meno le seconde. Soprattutto le seconde. Ingarbugliano cose, persone, fatti. e lasciano il tempo che trovano. Normalmente rimane una leggere bavetta di sospetti mal digeriti, di abbozzi e di situazioni inevase. O comunque c’è il quella sensazione.

Lo metto via perché oggi è l’ultimo giorno utile per farlo. Domani avrebbe il sapore di un’altra occasione perduta, di un ritardo ingiustificabile, di una imperdonabile dimenticanza e poi diamo al meno alla fine di un anno una parvenza di ordine. Ammantiamoci dell’alibi di una vita vissuta secondo possibilità e per una volta non a nostra insaputa.

Cose belle e brutte messe insieme, ma con ordine e non raffazzonate alla “Viva il parroco!”. Piuttosto ciascuna imbustata per colore e nuance, così che la fatina dei ricordi o la strega o il folletto o qualunque spirito che ci aggrada di più, possa aver agio nel recuperarlo  a tempo debito. Oppure agevoli la fatica di qualcun’altro, che si potrà trovare nel grato o ingrato compito di recuperarli, perché nella vita: “Non si sa mai”. Un po’ come mettere via la biancheria buona, Le magliette della salute, le mutande, una camicia e un pigiama: “Sai … Pensa se devo andare all’ospedale … Pensa se muoio… Così all’improvviso …  Avete di che vestirmi in maniera adeguata … Non facciamo che poi uno fa figure e non può …”

Già non puoi. Non puoi più fare nulla. Il tempo non è un gambero. Può essere galantuomo o un Arpagone, ma non è quello che ti può rendere ciò che ti da e lui si che è veramente cieco. Altro che la fortuna. La fortuna è … E’ quello che decidi tu, nei tuoi pensieri, nelle tue voglie, nei tuoi desideri. Poi esiste il tempo, la realtà dove naufragano i sentimenti, respirano piano i pensieri, boccheggiano o rifulgono le aspettative.

Ho messo via anche quel tempo. Intanto non me me faccio più nulla. Rincorrere rimpianti, peggio … Rimorsi? No, comincio a non potermelo permettere. Sono passati i quaranta urlanti e i cinquanta ruggenti, ora vivo dei sessanta afoni e debbo farmene una ragione. Il tempo è un contabile imparziale e se ripenso alla mia generazione, di qualcuno rimangono già le ossa calcinate. Pare brutto dirlo, ma è la verità. Di alcuni c’è la traccia nella memoria dei loro contigui e di quanti ne conservano traccia. Una busta ben fatta e piegata in un armadio, in un cassetto con stampigliata una data. Quella di un anno.

Quella nella quale ho messo via quella figura e la notizia della sua partenza.

Metto via … Metto via e basta. Da domani c’è un altro anno da inventare, da vivere, nella speranza di farlo non al di sopra delle mie possibilità e soprattutto non a mia insaputa. Ci saranno cosa da fare e qualcuna l’ho già messa in cantiere,al almeno nella mia testa. Poi ci sono le varie ed eventuali. Praticamente ogni ora, ogni momento dell’esistenza prossima futura, perché se il tempo è un contabile e l’uomo propone, c’è sempre Dio che dispone e il suo disegno è così grande, vario e complesso, che ci perdiamo in esso e non riusciamo a capirlo. Già fatichiamo a capire il nostro, o almeno a tentare d’indovinarlo. Figuriamoci quello generale, che abbraccia tutti e tutto. Quando sento chi si fa tronfio portavoce di tale disegno, non posso provare che un senso di vergognosa doglianza per tanta supponenza.

Basta … Metto via quest’anno augurandomi solo di poter avere gli occhi fanciulli per guardare quello nuovo che tra poche ore inizia il suo cammino e di trovare il tempo, di avere il tempo tra 366 giorni (Anno bisesto è questo) di metterlo via.

Vorrà dire che ho vissuto e che forse ho un’altra occasione per farlo.

 

BUON 2016  A TUTTI

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