CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivi per il mese di “febbraio, 2016”

Urca … Se punge…

ITA 20 – SCO 36

Premesso che la partita non l’ho vista. Quindi nessun giudizio o parere tecnico. Non l’ho vista per problemi d’ordine famigliare. Avevo assunto un impegno con Artemisia, la mia, da cui non è stato possibile recedere.E’ ben vero che a casa, vigile guardiana è rimasta laLeonessa, ma … Anche lei ha avuto il suo bel da fare. Prima si è lanciata nella scatola dei ricordi di guerra di mio padre: il nonno Podger (Podgy, per gli amici) E qui corre l’obbligo di ricordare chi fosse Podger . Se a qualcuno è scappata la voglia di leggere “Tre uomini in barca, per non dir del cane” di Jerom K. Jerom, si ricorderà che ad un certo punto della narrazione, si fa riferimento al mitico zio Podger, che ne combina più di Bertoldo in Francia. Ora nel lessico comune della mia famiglia la figura letteraria di quello zio, si è incarnata in mio padre. Ogni tanto svariava come il famoso zio e come Bertoldo la combinava grossa. Con gli annessi e connessi del caso. Ben inteso, nulla di irreparabile, sciocchezze e piccole trappole che la vita ti para innanzi per saggiare la personale vigilanza di ciascuno. Papà aveva la predisposizione di cadervi dentro con tutte le scarpe, in quelle trappole. Era un dono, una maledizione o forse un capriccio del dna, tant’è che …

Torniamo agli scavi archeologici della Leonessa, che ha trovato una vita coperta da una patina e l’ha restituita alla luce. Sono emersi, anche alla mia, memoria stralci di racconti, particolari che hanno svelato l’autenticità di frasi di cui almeno un poco, ho dubitato. Li credevo un po’ inverosimili, frutto di ricordi confusi. Un po’ da pescatore insomma. Invece niente di tutto questo.E adesso sento ancora forte l’ombra del distacco. Sento struggente la sua mancanza. Gli avrebbe fatto piacere questo recupero di una fetta della sua vita. Credo che avrebbe ancora di più amato la sua nipotina, proprio per questo interessamento. Quest’anno avrebbe compiuto 101 anni.

Poi c’è stato l’interesse, sempre di mia figlia, al pranzo della domenica. Oggi Cannelloni ricotta e pinaci. Ricetta particolare. Siamo in ansia, ma non in ambascie. Non credo proprio che debba preoccuparmi, anzi sicuramente scoprirò un altro lato del suo modo di essere. “Masterchef” vive e combatte in mezzo a noi. Insomma la partita non se l’è filata nessuno ed è finita com’è finita. Che ci siamo punti sui cardi giunti da Edimburgo. Geppetto farà il proprio dovere e ci confezionerà l’ennesimo cucchiaio di legno, con buona pace di tutti. Ci attendono Galles (probabile vincitrice del torneo) ed Irlanda. Dragoni e leprecauni. Brutta gente che ha pentole d’oro, a cui fanno buona guardia.

Va beh… Il primo giro l’ho offro io. Qualcuno ha portato pane e salamella?

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Come è dura la salita

ITA  9 – ENG  40

Come è dura la salita. Soprattutto se la strada che hai appena lasciato era si in pendenza, ma in fondo, agevole. Questa no! E’ dura e sfiancante e ci ha lasciato senza fiato. Almeno per un po’ di tempo il fiato ci è rimasto. E lo abbiamo ben fatto sentire sul collo del “nemico”. Chissà se per un momento non ha avuto paura di quel fiato? Chissà …

Mi sa di no, visto come è andata a finire. Il “nemico” ha aspettato che ci alzassimo solo un momento dal suo collo, che ci distraessimo un attimo, giusto per riprendere quel fiato, che ci sembrava corto e, non ha avuto certamente riguardo.

Faber viene in aiuto, perché nella canzone “La guerra di Piero” ci sono versi che dicono:

“mentre marciavi con l’anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore

…………..

mentre gli usi questa premura
quello si volta , ti vede e ha paura
ed imbraccia l’artiglieria
non ti ricambia la cortesia”

Cortesie nessuna, nè in entrata, nè tanto meno in uscita. Strapazzati come gli eterni fanciulli che non sanno bene se essere carne o pesce. Tormentati dalla paura di diventare grandi o forse intimoriti da dover dimostrare di essere quelli che si è in realtà.

Tra quindi giorni gli scozzesi, affamati anche loro di vittoria e con noi hanno il conto aperto. Nel senso che ci ritroviamo tutti e due ad essere le cenerentole, almeno di questo torneo. Vedremo se i ragazzi, i nuovi innesti, avranno ancora voglia di esserci come ci sono stati almeno per i primi 40 minuti domenica e speriamo che l’abitudine a smarrirsi finalmente sia perduta.

Consola il fatto che in Italia produciamo della buona birra. Prosit.

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La souffrance dans la différence

FR. vs ITA

23 – 21

Orbene, sia chiaro che non  sono venuto per piangere Cesare, ma bensì per esaltarlo. Si perché abbiamo sofferto, anche cullando un sogno, ma nel cullarlo ci siamo accorti della differenza tra farlo e realizzarlo. La differenza passa proprio attraverso la sofferenza. Abbiamo sofferto l’inevitabile rogna che  ci accompagna, quel tanto che alimenta la gioia dei troppi gufi e gufetti, che in questi giorni hanno detto le peggiori cose dei nostri uomini e del loro gioco. Ma sì, la rogna di non mettere dentro quel “droppone” magico, ma così magico, di capitan Parisse, che avrebbe espugnato Saint Denis, regalandoci una soddisfazione che non puoi neppure immaginare. Sono un tantino antifrancese? Sì, lo sono, perché conosco i miei polli. Li ho misurati molte volte e in diverse circostanze. So di cosa parlo e me ne assumo la responsabilità. Tale e quale come quella di Sergione. Ha visto l’occasione, ma il fato maligno ha deciso che non doveva essere colta. Almeno per questa volta. Ne parliamo tra due anni. Al prossimo 6N i galletti saranno graditi ospiti dell’Olimpico. Dunque …

Partita. Un’Italia così, non lo avevo mai vista. Ha tenuto banco 80 minuti, combattendo una buona battaglia, tanto che i galletti sono andati in barca non poche volte e si è materializzato il fantasma del Millenium Stadium di Cardiff contro i TuttiNeri (Fu un 62 a 13 indimenticabile). Poi il dio del rugby ha volto lo sguardo da un’altra parte ed è finita com’è finita.

Però la squadra c’è. I giovani, che i gufi,gufetti,gufoni davano per impacciati, fuori contesto, gente di terza, quarta serie, buoni per una “Scapoli-Ammogliati”, hanno dimostrato di averli tutti e anche qualcosa in più. Affamati lo erano e non si sono tirati indietro, anche perché di fronte non c’erano i senatori francesi. Anche la loro è una squadra rivoluzionaria. Ha giocato a loro favore il fatto che la palla ovale è più seguita, curata soprattutto in tutto il territorio  e soprattutto già dalle giovanilìi. Non esiste solo la plaga del NordEst, come per l’italico suolo. Insomma il bacino d’utenza é maggiore, va riconosciuto. Tuttavia i nostri giovani non hanno demeritato, anzi il Carletto Canna, ,ha fatto una meta di rapina, degna del miglior falchetto in circolazione. Alla faccia del muro “bleu” che nel momento topico era bellamente assente. Un giro di pastis forse? Chissà! O che dire di  Odiete il nostro estremo. Di lui non ci sono notizie, forse perché i galletti non sono arrivati mai ad impensierirlo o chiamarlo in causa. Questo perché gli altri 14 mastini hanno fatto il loro dovere. ma guarda un po’!!! Gli altri ragazzi, anche quelli e soprattutto quelli al primo “cap” hanno svolto il loro e difficilmente ora avranno voglia di rientrare nei ranghi. L’appetito vien mangiando e qualcuno di loro lo sentiremo ancora onorare la maglia.

Tutto ciò alla faccia di chi ci dava già con 30 punti sul groppone e prima ancora di entrare in campo. E a parlare non fosse stato un ex commissario tecnico dell’Italia, di qualche anno fa  e per di più francese … Ma tant’è ! Ppprrrrrrrrrrr!!! Piglia, impacca e porta a casa.

V

Adesso guardiamo all’Inghilterra, prossimo avversario, con un diverso cipiglio. Abbiamo dalla nostra la data e il santo, 14 febbraio San Valentino  da Terni. Il santo dell’amore per eccellenza e non sarebbe male un bel regalo per e di San Valentino, alle nostre casacche azzurre. Sperare non costa nulla e che la birra scorra a fiumi.

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