CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivi per il mese di “settembre, 2016”

Sono finiti i cerchi

I cinque cerchi sono finiti e se ne parla nel 2020. Se ne riparlerà in giapponese, quindi … Ripassiamo un po’ il verbo nipponico. Giusto per non fare le solite figure, che rischiamo di fare, appena lasciato il suolo italico.

Cambiamo discorso, anzi, rimaniamo giusto per ricordare che in questi giorni ci sono i Giochi Paralimpici. Olimpiadi per le diverse abilità. Mi sono molto cari questi giochi, vuoi per l’impegno di volontariato che ho nei confronti dei più fragili tra di noi, vuoi che sinceramente mi diverto di più a vedere un diversamente abile demolire un record mondiale che vedere correre Bolt. E di record ne ho visti demoliti come se nulla fosse. La linea del record che rimaneva soletta alle spalle del nuovo vincitore e la fierezza, la gioia che riesce a trasmettere lo sguardo di chi ha vinto, ma anche di chi ha perso. Perché lui ci ha provato e ha giocato fino in fondo, anche se ne uscito sconfitto                   bandparalimpic2016

Intanto che Rio de Janeiro è per un momento ancora l’ombelico del mondo, questa estate è ormai agli sgoccioli. Undici giorni e sarà da archiviare. Mi vengono in mente i Righeira, con il loro tormentone degli anni ’80 “L’estate sta finendo”. Praticamente una vita fa.

Di questa estate ricorderemo, se mai ce la dovessimo dimenticare, la precarietà del nostro territorio e di come, come sempre ci scordiamo da una volta all’altra di far opera di prevenzione e di conoscenza. Perché conoscere è prevenire e prevenire è anche allungarsi l’esistenza nei migliori dei modi.

Vallo a spiegare, adesso ai 296 nostri concittadini che non ne sapevano quasi niente. A tutte quelle occasioni perdute, che non conosceremo mai. Tutti quei bambini, ragazzi, giovani, che non vedranno la fine dell’estate 2016. La loro estate è finita il 23 agosto. Non sapremo mai cosa ci siamo persi. Quanti di loro avevano nelle mani, nel cuore, nella testa quell’idea, quel ragionamento, che avrebbe cambiato l’esistenza , il corso delle cose. Il cambiamento c’è stato, è vero, ma è cambiato a loro insaputa. E’ cambiato per noi, per quanti sono rimasti a ricominciare da capo una vita. Ricominciare anche quando la copeta è corta, in tutti i sensi. Eppure …

Il cerchio si è chiuso, è finito, adesso occorre inventarne un altro e pensare come riuscire a chiuderlo, perché questo ci tocca. Fare cerchi e farli bene, che a quadrarli, da che mondo è mondo, nessuno ci è riuscito. Almeno per ora … Domani, chissà …

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