CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Come Quando Fuori Piove

Come quando fuori piove ad alcuni potrà sembrare uno scioglilingua, ad altri una cantilena per bimbi, ma per i più scafati o per coloro che hanno una sostanziale “puzza” sotto il naso è un richiamo, cui non ci si sottrae con facilità.

Il richiamo del tavolo verde.

Come lo so? Chiaro che lo so: sono il due di fiori. I fiori sono quel seme delle carte, nero, che ricorda molto il giglio di Francia. E’ vero. Con il tempo sono cambiato, asciugato, stilizzato, ma il ricordo del “Lys de France” rimane ancora nel mio DNA.

Come due di fiori, sono diverso dal due di cuori.

Evidentemente, direte voi.

Evidentemente.

Il due di cuori è il simbolo dell’amore.

Due cuori, significa due persone, sottendente ad un progetto amoroso, tra due esseri. Almeno lo stare insieme è già progettuale rispetto al solitario asso.

Il tre mi risulta ambiguo. Lui, lei, l’altro lo so è di fin più facile lettura, però cambiando prospettiva è il raggiungimento della pienezza del progetto, di cui sopra. Quattro poi è un classico. Qualcuno dice il top.

Dal cinque in avanti è già folla. Per qualcuno un’orgia almeno fino al dieci, poi …

Poi si arriva al Fante e qui iniziano le dolenti note. Sì perché  se per il Re sappiamo tutto o quasi , o  immaginiamo di saperlo, per il Fante, non è proprio così

Il Re è la punta della piramide, praticamente di ogni seme.

Lui in fatto di amore, di affari di cuore, di sentimenti, sa già tutto, ha fatto tutto,  ha vissuto tutto.

Può solo insegnare e quando ne ha voglia, lo fa.

Sempre, però con quel distacco, che ha volte sa di supponenza, di protervia, di saccenza.

“Già fatto, visto, provato”

Questo è il Re.

Invece la Regina in quanto donna, è femmina, almeno quella di cuori.

Le altre tre hanno altre differenze, più o meno ragguardevoli

Nella sua femminilità, la Regina di Cuori, sa diventare amante ingorda, madre premurosa, angelo del focolare e demone distruttore. Secondo i casi, le opportunità, le situazioni. Il mondo femminile sappiamo tutti che è composto, composito e a volte assolutamente insondabile.

Per quanto riguarda il Fante, il programma cambia.

Innanzitutto corre il rischio di passare per il giovin a tutto campo.

Giovin signore o amoroso, garzone di bottega, apprendia. E’ sempre un vorrei, ma non posso e se potessi, non so se ce la faccio a farcela.

Insomma: l’eterno incompiuto. Poi ancora in certi luoghi e certe situazioni non è Fante. Passa direttamente a Cavallo e non di cuori, ma di coppe, bastoni o spade. Rimangono i denari. Perché per assonanza visiva i quadri possono essere denari. Ma questa è un’altra storia e la racconteremo un’altra volta.

Anzi … Un accenno Che le coppe diventino cuori, ci sta. Possiamo leggerlo come il luogo fisico dove si raccolgono i migliori sentimenti e anche a cercar bene la migliore delle bevande.

Fiori che diventano bastoni. Ci sta anche quello. Il fiore può avere un padre legnoso. Un fiore di pesco, ciliegio ha bisogno di un tale padre. Quindi il bastone, non è poi così estraneo.

Le picche, bèh, sono quasi conseguenza a diventare spade. Già dalla forma, che ricorda un cuore acuminato e con tanto di manico. Allungate e ristrette ecco trasformarsi in lame di spade. Ci sta tutto.

E via, occorre anche da parte vostra un po’ di fantasia e immaginazione.

Pensate soltanto a chi vi sta parlando.

Per i denari o quadri,  valgono altre regole. I quadri rappresentano la concretezza delle cose, dei fatti, sono prove e non ipotesi. Nei quadri due più due risulta sempre quattro. Negli altri semi occorre attendere a chi partecipa alla somma. Non sempre i cuori viaggiano a coppia. Nominalmente esistono, ma sentimentalmente possono difettare. Anche i fiori rigoglioso gli uni e smorti gli altri e le picche. Quante volte le troviamo spuntate.

Insomma i denari o quadri sono dotati di una loro intrinseca solidità. Poi in certi giochi primeggiano e fanno sfoggio di un mal celato splendore. Alcune carte poi, sono quasi imbarazzanti, per quanto riempiano di se, la scena.

Eppure.

Per noi fiori invece è tutta un’altra storia. Siamo sognanti e facciamo sognare. Diamo un tocco di gentilezza, amiamo offrire il bello. Anche quello intrinseco in noi. Lo so molte volte siamo fin troppo sfrontati, soprattutto nell’utilizzo dei colori e di certi colori.

La violenza di un rosso, di un giallo. Quasi squadernanti con una sguaiata allegria. Poi in certi momenti dell’anno, non capiamo più nulla e mescoliamo colori a colori, quasi che la tavolozza non riesce neppure a raccapezzarsi. Tante e tali e sfumature. E’ vero che dura un momento, ma è un ubriacatura tale, che ci vuole una stagione intera per riprenderci e nel riprenderci siamo più attenti, più delicati. Quasi timorosi di farci vedere.

Poi naturalmente, ci riprende la mano e allora sappiamo come va a finire.

Ora però occorre andare a parare in note, ahimè dolenti.

Picche e il suo drammatico due. Sappiamo che picche e spade sono sinonimie non per questo dobbiamo dolercene. Tagliano, recidono, allontanano. Qualcuno deve fare lo sporco lavoro. Non son tutto cuori e fiori e qualche spicciolo.

Piuttosto a menzionare il due di questo seme, sì, che son dolori.

Se il due di cuori è amore e principio di progettualità, il due di picche, agli antipodi, è il soggetto della pena e del disfacimento.

In fondo come si dice “Ti ha dato, gli o le ho dato il due di picche!”.

E’ il ben servito, la maniera per scacciare qualcuno, più che qualcosa, dalla propria vita. Può essere regalato con le parole, un’occhiata di trasverso; per lettera o più al passo coi tempi con un messaggino, un tweet o un altro mezzo veloce e spietato in uso con i cosiddetti “social”.

Non ha appelli. Nessun grado di ulteriore giudizio è ammesso. Chi lo emette è allo stesso tempo giudice, giuria e carnefice. Brillante come la lama della mannaia, è odorosa di canapa e sapone, il due di picche ha lo sghignazzo della Trista Signora.

Anche il resto del mazzo di picche non è che se la passi bene.

Prendi la Regina. Poverella, è destinata a far la figura della menagramo. Quasi fosse l’archetipo della strega, malefica e candidata naturale al rogo. Sì è vero, è un po’ severa, ma dalla severità passare ad essere una sorta di vaso di Pandora, mi sembra eccessivo.

Intanto però la vita continua, tra alti e bassi, tra gioia e pena, interessi e tenere bellezze.

Come Quando Fuori Piove.

Navigazione ad articolo singolo

8 pensieri su “Come Quando Fuori Piove

  1. Divertente, interessante, affascinante…
    Vogliamo farci una scopa oppure un pokerino? Mi va benissimo anche il burraco. Insomma fai tu. Dove? Un pub, una bettola nei pressi del porto, uno dei peggiori bar di Caracas, insomma va bene tutto purché si giochi…

    • S11 = Vada per la scopa o scopone anche scientifico. Percjhé no! Quieste due frasi messe in croce sono di preparazione e auspicio al corso di bridge che andrò ads affrontare da metà ottobre all UNI 3 Ci ho giocato nel lontano inizio anni 70 (73-74). L’ultima partita nel 1981 (Ero a naja).
      Ritorno al passato per proiettarmi al futuro
      🙂
      ps: poker? No grazie. Non ho mai avuto fortuna a quel gioco
      🙂

  2. la pensione ti fa bene. Tornato in piena forma con l’esercito delle carte.
    Divertente e ironico nel tratteggiare il senso dei vari semi,
    Come=cuori
    Fuori=fiori
    Quando=quadri
    Piove=picche.
    Il due di picche? Non conta nulla 😀

  3. @ NWB = Massì è stato un giopco e le motivazioni le leggi in risposta alla cara SuzieQ11.
    Me lo sono immaginato quato 2 che parla un po’ a vanvera e un po’ addosso. Un divertimento. Inusuale? Forse. un po’ d’allegria non guasta e se sono riuscito a strapparvi un sorriso … Ben venga anche il due di picche. Anche lui ha il suo spazio nel mondo.
    🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: