CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivio per la categoria “Auguri”

E’ ben tanto …

E’ ben tanto che non scrivo. Dai miei sessantatré … olè! Però ne son successe di cose. Ad esempio mi sono devastato con il lavoro. Complimentoni direte voi, e avete stramaledettamente ragione. Perché farsi male, così male da star male e pensare seriamente di non fare a farcela. Poi raduni quel poco di te stesso e vai avanti fino alla prossima fonte di frustrazione, ad un altro schiaffo al tuo amor proprio. tanto così va il mondo. però, c’è un però, o almeno c’è stato. Piccolo, intenso e gioioso. Il matrimonio di mio nipote.  L’emigrato. Sì perché se ha voluto fare ciò che sta facendo e nella maniera come lo sta facendo, ha detto “Ciaone Italia” e senza neppure prendere la valigia di cartone, ma semplicemente un trolley capiente e molto “à la pàge” se ne andato. Prima in terra albionica e in anni in cui la Brexit era solo una delle tante bizzarrie anglosassoni, ma come fuoco aveva braci ben cariche e il riusultato è davanti a tutti noi.

Poi  il richiamo teutonico è stato più forte o forse, e questi son i tempi, l’odore dei soldi è stato un vero aroma inebriante. Non nascondiamoci dietro al dito, non postiamoci come maestrini. “Pecunia non olet” e vai dove ci sono. Il cuore è un organo, pompa sangue e tanto basta. Punto. Però e c’è un altro però … Va bene il peculio, va bene l’ordine e la precisione, ma a scombinare le carte ci pensa quel vecchio  imbroglione di Cupido, che mescolando frecce amorose, festività anglossassoni e la sfrontatezza della gioventù, ha piazzato il colpo basso e il nipotone è crollato. Non che volesse vivere una vita ascetica e cos’altro, ma anche a lui l’amor fu galeotto. Non in forma di libro, ma racchiuso in poco più di 160 centimetri di donna e che donna. In buona sostanza da un paesello spalmato tra un grande fiume e un pugno di colline, da una parte, e dall’altra parte, mettici un oceano di mezzo e un luogo dove jungla e civiltà si alternano con motivi misteriosi, mettici una città nata intorno ad una fabbrica, ecco che poi arrivi al matrimonio.

Forse il più multi etnico, multiculturale cui io abbia mai partecipato. Gente dalle Filippine, Mongolia, Cina, Russia asiatica, India e Australia quelli che sono arrivati da più lontano. Poi Finlandia, Russia Europea, Ucraina, Germania per ovvi motivi, Belgio, Olanda, Portogallo  (Il padre della sposa) Inghilterra e Scozia,  Italia (quasi tutte le regioni, nessuno del Molise e della Campania, però due sardi e un triestino) e spingendosi ancora più ad ovest Guyana Britannica, la terra d’origine della sposa con famiglia e amici, Stati Uniti e Canada. Insomma sono stati due giorni all’insegna del più improbabile melting-pop, fatto di un italinglish straordinario, tanto che ogni imbarazzo è stato ampiamente superato. Voi anche per gli “spritz” consumati, soprattutto da chi, con gli alcolici ha degli stop imposti  piuttosto pressanti. Voi anche per il vino italiano che ha scorso a fiumi. Altro che il vinello tedesco, un bianchetto un po’ anemico, che contro i nostri rossi “de panza” , ben poco ha poturo fare.  I tedeschi si sono difesi egregiamente con la birra e i wurstel e lo stinco di maiale (Non c’è storia il loro è veramente un giulebbe), poi però … Il deserto. Assolutamente. Comunque la festa è riuscita gli sposi si sono sposati e amici e parenti li hanno festeggiati e se l’inglese non era marca Oxford, ma … Marca Leone, si sorrideva sempre e comunque, tanto che le rughe del sorriso si sono impresse nel cuore di ciascuno e per una volta il cuore non è stato solo una pompa.

Ora si è tornati alla normalità, al caldo e alla quotidiana frustrazione.

Ci si sente tra un po’ … Tra tanto … Nin zò!

ps: A proposito, gli sposi abitano nel paese natale di Vettel. Si il campione automobilistico. Come sempre , “nemo propheta in patria” c’è un negozietto che ha esposto una fotografia e neanche autenticata dal campione, del campione stesso. Un negozio di sguincio, che se non guardi in vetrina e ti accorgi che quella foto è assolutamente fuori luogo, mai più immagineresti che Vettel, ogni tanto ci passa anche davanti. Così va il il mondo.

 

E’ finita, ma …

E per quest’anno è finita. Bilanci? Ma anche no. In fondo non è andata peggio di quanto ce lo aspettassimo, ma neppure ha imboccato quella strada dritta e piana che era nei nostri recondidi desideri.

E’ andata e tanto fa. I prossimi 365 giorni saranno … Saranno come li vivremo. Intensi o meno secondo quanto ci applicheremo perché lo siano. Il resto in fondo è aria fritta. Non valgono i se e i ma, valgono le nostre azioni, frutto delle nostre scelte e delle nostre responsabilità. Quelle che ci assumiamo e sono nostre decisioni e quelle che decidiamo di assumere, e queste sono decisioni altrui a cui non possiamo , non dobbiamo, non vogliamo decedere.

Per chi ha voglia, possibilità, opportunità guardi lontano e si prepari all’uopo. Per coloro cui l’orizzonte è corto o chiuso, non viva nell’angoscia, ma ricordi chi è e quanto ha faticato per diventarlo. Nessuno ha diritto di rubare nulla a nessuno. Sogni o ricordi che siano.

Buona Anno a tutti quanti, nella speranza che possa essere, secondo voglie e desideri di ciascuno … Quell’anno !!!

Ormai è fatta … o quasi

Si. Ormai è fatta. Ventiquattro,trentasei ore ed è Natale.

Ci si prepara 364 giorni, ma si arriva alla fine che … Poi non ci si sente così preparati.

Io per primo. Fa nulla. Ho di fronte altri 365 giorni o quasi per prepararmi a dovere.

Quello del prossimo anno sarà un Natale … Vedrete!

Per intanto godetevi quello di quest’anno. Trattatelo bene perché è l’unico che avete… Che abbiamo … Che ho.

Sembra stupido dirlo, ma è la verità. Non ce n’è un altro e ne ci sarà .

E’ unico ed irripetibile. Proprio come ognuno di noi.

Buon Natale

Culodritto

Arianna

 

Lo so come sempre sono in ritardo . Il tuo compleanno é stato due giorni fa, ma come sai sono rientrato al lavoro, ma 25 anni non si possono dimenticare. Già … Ne sono passati proprio 25 da quella sera d’agosto … Tra la mia inquietudine, l’imbarazzo e una gioia paralizzante, che non ho più provato. Neppure tre anni prima… Quel pomeriggio caldissimo di luglio, quando tua madre ed io ci siamo sposati. Quando sei nata hai riportato un sorriso, una nuova speranza, una nuova occasione per andare avanti … Per il nonno che … Bhè lo sai com’é andata quel giorno di giugno, riparlarne riapre vecchie ferite che non si sono mai rimarginate.  Per me e tua madre che vedevamo un mondo nuovo, tutto da scoprire, tutto da vivere, tutto da sbagliare anche. Sicuri però, che saresti stata la nostra personale e magnifica stella in un cielo che avrebbe potuto essere nero come la pece, ma in ogni caso é rischiarato da quella tua luce.
Tra difficoltà, gioie, dolori e grandi risate come é nella vita di ogni essere umano, sono rotolati questi 25 anni e hanno fatto irruzione nelle nostre vite e non siamo ancora stanchi di questa irruzione, anzi non vorremmo che smetesse mai. Sappiamo però che le tua vita prenderà un’altra piega, avrai da percorrere altre strade e non mi rimane che augurarti solo di non trovare troppe pietre d’inciampo, salite troppo ripide, ma soprattutto di trovare qualcuno che abbia la voglia e la forza di percorrerla con te.
Buon compleanno Culodritto (C’é un Francesco complice tra di noi e per questo mi permetto) con l’affetto  e l’amore di un padre che ti ha visto crescere e che spera di verderlo ancora.

Quest’anno però …

Quest’anno però … Niente pianceo.

Non c’é tempo … Presto che é tardi … Solo un pinaceo in scala HO o forse é una 1:43. Io e la Leonessa siamo indecisi … Ma é chiaro, il pianaceo gioia e delizia del Natale in casa Capehorn, quest’anno latita.

Ragazzi … Non c’é una lira e la voglia di festeggiare é a livello minimo storico. Forse perché c’é solo un grande passato cui guardare e la cataratta incombe, per cui il futuro appare, quando lo fa, incerto e nebuloso.

In ogni caso posso sempre esibire il pianaceo degli anni passati giusto per vostra e mia memoria.

Per gli auguri c’é tempo … Non so quando ve li porgerò ma lo farò .

Vediamo … A Natale … Lavoro. Pomeriggio. Santo Stefano? Lavoro, pomeriggio. Primo dell’Anno? Smonto notte. Epifania? Sì Epifania, che tutte le feste le porta via. Che sono di riposo.

Feste di merda? No …. Feste ordinarie. Di ordinaria follia lavorativa…. La mia …

Tranquilli la vigilia sono a casa. Per il momento ecco le due edizioni migliori del pinaceo.

Pinaceo

Pinaceo_2013

 

Auguri

Tra tre giorni é Pasqua e naturalmente lavorerò. quindi colgo l’occasione e rivolgo a tutti quanti i miei sinceri auguri di Buona Pasqua.
Passatela nei migliori dei modi. Con le persone a voi più care, in un luogo che vi suscita bei pensieri e vi fa fare bei sogni, anche ad occhi aperti.
Andateci leggeri con uova e colombe, mi raccomando, che poi non voglio sentire lamentazioni circa i brufoli e i chili presi.
Ah … Un’ultima cosa  … Il 22 prossimo, tutti presenti.

BUONA PASQUA

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