CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivio per la categoria “IL BISLUNGO”

BANZAI – 3^ parte

RSA -ITA

49-3

E’ andata così. Senza se e senza ma. O forse un qualche se e una manciata di ma, ci potrebbero anche stare . Forse.

Forse perché una bella Italia così non la vedevo da tempo. Forse perché se non avessimo avuto la sfortuna di perdere nel giro di 15, dicasi quindici minuti i due piloni sinistri per infortunio e dopo una ventina di minuti anche il tallonatore, forse la partita sarebbe stata diversa.

Avremmo perso, diciamolo pure, ma non in quella maniera. Non con un risultato che ci penalizza più del dovuto. E’ vero che se per l’out dei due piloni c’è stato l’imponderabile dell’infortunio e, malaugurata sorte, che si infortunasse prima il pilone titolare e poi il suo sostituto, questa è sfiga epocale. Diciamolo. Quando mai si è verificata una cosa del genere? Le probabilità sono di una su millemila.

Per quanto riguarda il tallonatore, le cose sono diverse e ben più gravi. Azione difensiva e il nostro tallonatore, spinto dal furore del momento, insieme ad una altro sciagurato solleva in aria un avversario e lo rovescia a terra. Tutto regolare penserete. Invece: primo non puoi alzare l’avversario e farlo cadere a terra. Secondo: devi accompagnarne la caduta e mai, dico mai, farlo cadere di testa. Invece, per l’appunto, il nostro due l’ha subito fatto. Con il risultato che l’avversario è rimasto stordito per qualche tempo, approfittandone e dando enfasi (Ma ci sta) e il nostro sicofante ha preso la strada della panchina: espulso con tanto di cartellino rosso e per lui i mondiali sono già finiti. Vista la conseguente squalifica che subirà. Intanto per una sessantina di minuti i nostri hanno dovuto giocare in quattordici. I compagni lo hanno ringraziato con occhiate così torve da gelare il sangue. Con giusta ragione.

Così facendo sono saltati tutti gli schemi. Non solo i nostri, ma anche quelli degli avversari. Venendo a mancare uomini di prima linea e avendo terminato anzitempo i cambi di prima linea, per le leggi del rugby, le mischie ad esempio sono da giocarsi “no contest”. Cioè gli uomini si legano per la mischia, ma è vietata ogni tipo di spinta e quindi non si può intervenire assolutamente contro l’avversario in fase d’apertura del gioco

Insomma una delle fasi più spettacolari del gioco, vien a macare e di conseguenza c’è stato il bisogno di rimodulare i giochi di attacco e difesa. Pensare che se non fosse stato per questi malaugurati accidenti l’Italia ha retto il gioco e ha impensierito gli Afrikaans. Forse non così tanto, ma un po’ d’ansia l’hanno patita. Perché diciamocela tutta. Noi siamo noi, ma loro di Coppe del Mondo, ne hanno messe in cascina due e Firenze è un lontano, seppur meraviglioso ricordo.

Abbiamo fatto la nostra parte e per certi tratti anche qualcosa in più, ma il divario rimane enorme. Loro avevano impostato la partita sulla forza fisica, un po’ come la partita d’esordio contro gli AB. Con i Tutti Neri non è andata proprio come avrebbero voluto e anche con noi, il gioco non è che gli sia riuscito poi tanto bene. Perà la stoffa è diversa e ci siamo piegati ancora una volta al volere della palla ovale. Qualle con la o maiuscola. Il resto è storia.

Una storia che ancora una volta ci premia, però.

Nel 2023, ai prossimi mondiali ci saremo, visto che siamo terzi nel giorne. Perchè il 12 ottobre contro gli All Blacks ci sarà un’altra partita a senso unico. Lo sappiamo già. Sono sicuro che faremo la nostra figura. Forse con la effe maiuscola e sarebbe già una gran cosa. Da Shizuoka è tutto.

Dal vostro Bislungo

Buon Rugby a Tutti

BANZAI – 2^ parte

ITA – CAN

48 – 7

Come è buono lo sciroppo d’acero? Abbastanza, ma non crediate che sia andato veramente tutto liscio. Anzi in certi momenti abbiamo faticato e non poco.

A onor del vero il risultato si era consolidato già nei primi minuti del 1 tempo con uno splendido 17 a zero in una manciata di minuti. Poi qualche fiammata canadese, ma un Italia così solida, determinata e cattiva, non la ricordavo. Anzi credevo di aver videre un’altra squadra. L’Uruguay ad esempio che alle Fiji ne ha rifilati 30 prendendone però 27. Però? Ma sinceramente chi li ha mai sentiti gli uruguagi bislunghi? Argentini si, ma oltre il Rio della Plata … Il deserto.

Invece ecco qua 15 gaucios che sono da prendere con le molle. Mai domi e decisamente determinati. Sorpresona di quasti mondiali.

Veniamo ora al secondo tempo. Ah dimenticavo: i canadesi, simpatici patatoni quasi alla fine del 1 tempo filano in meta come missili (la nostra difesa stava rimirando i ciliegi, sperando di coglierli in fiore). Peccato che il pallone lo facciano viaggiare avanti piuttosto che indietro. Meta annullata. Ma sinceramente la meritavano. Almeno per l’impegno. Tale dei nostri a rimirare i ciliegi di cui sopra.

Bene. Dicevamo del secondo tempo. I nostri subito arrembanti e via così prima una poi una seconda meta nel giro di qualche minuto e siamo di nuovo in pista. Orami le 4 mete le avevamo in cascina con il relativo punto di bonus. Ed ecco che come al solito ci sediamo, attendiamo alla cerimonia del the, speriamo di vedere un incontro di sumo.

Risultato. Il Canada ci rifila una meta più trasformazione, dopo aver fallito, per un ulteriore avanti, una meta in precedenza. Interessante è stato l’uso attento che ha fatto l’arbitro del TMO. Infatti rivedendo le immagini si è scoperta la magagna. In fondo però, i figli della foglia d’acero se la sono più che guadagnata e meritata, la seconda meta. Impegno, dedizione, coraggio. Ma anche tanti falli (hanno subito una meta tecnica più un cartellino giallo da 10 minuti) forse troppi. Su tre mete solo una è stata qualla buona. Alcune cose son da rivedere. Disciplina innanzi tutto.

Nella palla ovale gli sbagli comunque siano, li paghi tutti e li sconti immediatamente.

Comunque anche i nostri, bevuto il the e visto il sumo, si sono nuovamente scatenati. Risultato 48-7.

Un Italia migliore di quella dell’esordio. Più tenace e caparbia. A volte frizzante come un buon lambrusco, giusto per una fetta di buon culatello o una scheggia di parmigiano. Ci sono nuovi elementi che se ben curati ci daranno soddisfazione. I senatori, primo tra tutti capitan Parisse (Capitano, mio Capitano) possono dormire sonni tranquilli. I cambi ci sono e di qualità.

Un’ultima annotazione: l’arbitro … Mitico Niegel Owen. Un monumento vero e proprio della palla ovale. Forse il migliore in circolazioone. Come dire Collina con i pali ad acca. Vederlo arbitrare, commentare le azioni e parlare con i giocatori è il massimo. Ci sono alcuni filmati su “YOU TUBE” esplicativi. Meritano.

Da Yokohama è tutto. Saluti dal Bislungo e naturalmente

Buon RUGBY a tutti

Ah … Il cardo

Metti la mano sul cardo e poi … Godi se ti riesce.

SCO  29  –  ITA  0

Scusate, ma ne riparlerei il prossimo anno. Per questo abbiamo già dato e in abbondanza.

Grazie

Il Bislungo

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Una volta

Una volta, ma anche ora, si dice “minuteria metallica”. Per indicare cose di poco conto, marginali. Una metafora buona per ogni occasione, almeno per quelle pertinenti.

Ora bisogna cambiare metafora …  Bisognerà dire : “Minuteria lignea”.

Ebbene si, anche quest’anno ci portiamo a casa l’odiata e scrausa posata: il cucchiaio di legno.

Sempre che a Murrayfields, non si compia : o’ miracolo !!! Quello con la o maiuscola, ma molto maiuscola.

Il galletto non lo abbiamo mangiato. Rosicchiato un’aluccia e tanto basta, ma anche no. No non ci basta e non per essere calcistici,ma adesso basta anche arbitraggi che non sono proprio la quintessenza dell’imparzialità. Della meta negata a Bronzini, ne vogliamo parlare? Della meta di Picamoles? Meglio di no che mi avveleno inutilmente il sangue.

Però adesso un po’ basta sull’infallibilità arbitrale. La giacchetta nera non è il Papa e il rispetto va portato a tutti. Giacchette azzurre comprese.

Domenica prossima ultima tornata il quel di Edimburgo. Ci sarebbe da assaggiare l’haggis (insaccato tradizionale della cucina scozzese, riempito con interiora di pecora (cuore, polmone, fegato), macinate insieme a cipolla, grasso di rognone, farina d’avena, sale e spezie, mescolati con brodo. Il ripieno viene insaccato, secondo tradizione, nello stesso stomaco dell’animale che poi viene sottoposto a bollitura per circa tre ore. La tradizione prescrive che sia tagliato rigorosamente con una spada) Come leggete è una vera leccornia … Per chi piace.

Però … Però attenti ai cardi. Dice la leggenda che furono i cardi a far vincere una battaglia ai figli dei “Pitti e degli Scoti” e quelli non venivano da Woodstock  e non erano proprio figli dei fiori.

In ogni caso buon rugby a tutti.

Il Bislungo

 

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Si salta un giro

Si salta un giro. Se ne parla il giorno 11 p.v. Contro i Galletti.

I migliori sono quelli alla griglia. Da non sottovalutare quelli alla diavola.

Comunque sono da mangiare e se mancano la patate, pazienza. Anche una verde e villarzillesca insalata può fare . Oh … Se può fare.

L’importante è farne di buoni bocconi.

Bon appetit.

Il Bislungo cuciniere.

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L’Avis può aspettare

Per questa volta  l’Avis può aspettare. Doveva essere un bagno di sangue e invece una rosa con trentasei spine.Non fa un  salasso, ma … Solo agli ultimi dieci minuti hanno fatto il bello e cattivo tempo. Per settanta sono rimasti muti, compressi e alla fine del primo tempo anche un po’ rassegnati. Hanno sentito il fiato italiano sul collo e ci  porteranno un po’ più di rispetto. Hanno rischiato la figuraccia e noi non abbiamo assolutamente demeritato..

Massì, chissene… Birra e rutto libero: W l’Italia!!!

Il Bislungo

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Bloody sunday

Domenica c’è Italia vs Inghilterra. A casa loro … Devo aggiungere altro?! Non credo. Il titolo parla già di tutto ciò che potrà succederci.

Sta a noi limitare l’emorragia.

Lo chef consiglia un buon anti acido e acqua naturale, per tenersi idratati.

Il bislungo.

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La strada

Si sa che la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni.

Bhé … Sessantatre trifogli credo che siano più che sufficienti.

Delle intenzioni italiane solo flebili e esili tracce.

Ne dovremo riparlare domenica prossima … Forse…. Se ne sarà il caso.

Forse è meglio cambiare bevanda … Basta birra … Vinello e pane e salame.

Ruttare con molta moderazione.

Il bislungo

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Di 28 ce ne uno

Di ventotto ce ne uno … Veramente sono stati 33, ma … Fa nulla.

Insomma ci siamo ritrovati in un campo di porri, con dei narcisi in mano a far figure,  in fondo.

Domani ci sono i trifogli e come comandante in capo ne abbiamo uno di loro. E manca più di un mese a San Patrizio, anche se …. Una buona parola anche per noi, non farebbe male. Anzi. Speriamo che si impietosisca.

Allora come sempre: niente paura, birra e rutto libero e tanta, ma tanta incoscienza. Chissà se possa funzionare.

Il bislungo

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E arrivato Febbraio…

E’ arrivato Febbraio… E allora,mi direte voi, simpatici e amichevoli patati. Qualcuno potrebbe opinare: ” E adesso, che c’è febbraio? C’è anche la lezione di metereologia? Filosofia sullo scorrere del tempo? Prova provata dell’evidente e ineluttabile rimbambimento del nostro Capehorn?”

No ! ! Sangue di Diana, No ! E’ febbraio… E arrivato il tempo del

6   N A Z I O N I 

Ma come, proprio voi, che nelle ambascie e nella tormenta della prima crisi della terza età, che ora vò affrontando e con sfiancante lotta tento di brandeggiare in qualche modo, voi, dicevo, nessuno che mi ricordi l’arrivo del mese dei mesi.

Ahimè lasso, non chè tapino, negletto tra le genti ovali e non, destinato a terminare la mia ria esistenza oltre la linea del pallone morto e neppure una touche che molce l’anima mia così esacerbata e ferita nel profondo.

Ma noi, che affrontammo altre pugne, ben dolorose e terrifiche, all’occhi altrui, sapremo ancora una volta superare l’angoscia di questi tempi e addivenire, alfine, con scarpini puliziati a dovere e odorosi d’oli canforati e olezzanti di linimenti vari, addiverremo dicevo al tanto agognato temine. All’impresa che ogni anno urge nei nostri cuori, palpita nell’ima anima di ciascuno.

Sarà ancora una volta ” Italia, vituperio delle genti ? “. Oppure , come grandiosamente proclamava Eddie O’Sullivan, mediano d’apertura ed allenatore irlandese di ovale e imperitura memoria: ” Ogni placcaggio degli italiano ha l’effetto di un frontale con un camion”.

Noi auspichiamo la seconda, perché oggi alle 15 allo Stadio Olimpico l’Italia affronta la prima partita con il Galles.

Niente scuse, nessun tentennamento…  Niente paura (Lo canta anche il Liga). Televisione sintonizzata, birra in mano e rutto libero, ma soprattutto

“FORZA ITALIA”.

Il Bislungo … Che via ha perdonato, fratelli di questo mondo ovale.

 

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