CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivio per la categoria “Il Cretino e dintorni”

Voi che siete di bella scrittura

O voi che siete di bella scrittura,  amici, sodali di questo mondo virtuale ed etereo (Se spengo lo PC che rimane di voi e me? Quindi eterei é acconcio, ma non  per virtuale perché spenta la macchina ciascheduno di noi continua con la corporalità assegnata a suo tempo).

Dicevo o voi che siete di bella scrittura: voi che attendete dietro l’eleganza del “Edoardian Script”, indugiate sulle volute del “Vivaldi”, ovvero vi cimentate nelle severe linea del “Old English” abbandonate per un momento il calamo, le preziose carte a mano su cui vergate con ferma mano, il succo dei vostri pensieri. Fermatevi e cambiate strumento.

Pala e secchio e potete partecipare così all’evento dell’anno : “Svuota la cantina allagata”. Nella fattispecie la mia. Per alcuni una cantina magistrale ( Ahahh : tiepida celia per stemperare il dramma del momento)

Con ciò non ardisco certo a impetrare, in modo subdolo, con fare mellifluo, ammiccando vergognosamente un piccolo aiuto dagli amici. Sia mai ! Piuttosto vi offro la possibilità di dar sfogo a tutta la fisicità che vi urge, dopo troppi giorni di uggia e malo tempo. Di dar prova dei vostri muscoli, del vostro agile e temprato apparato scheletrico, di come i vostri corpi scolpiti palpitino davanti a tanto agone e non vi turba, né potrebbe e come lo farebbe, il pensiero dello sforzo cui andrete a sottoporvi. Qui al Paesello, dopo quest’inverno che ha visto la sfilata delle miglior canoe dell’Oltre Po. La gara degli “otto con” dei Tre Comuni. La miglior crescita e coltivazioni di funghi sulla schiena e alghe sotto le ascelle. Il premio al miglior piede palmato (Presenti tutte le età e condizioni sociali, credi religiosi compresi). Purtroppo non é stato possibile assegnare la “Branchia d’Oro”, in quanto evento intempestivo (Su ciò é stata aperta una inchiesta e se ne attendono i risultati . Situazione spiacevole e imbarazzante, ne converrete).

Quindi perché indugiate, perché tentennare.  Cos’é quell’aria procrastinatrice che vi leggo sul volto? Temete di non avere il fisico che avete fin’ora decantato e a ogni piè sospinto, per giunta?

Non la raccontate giusta. Come? Dite di essere di bella scrittura e quanto dovete solo cambiare l’attrezzo, con il quale modificherete la storia e gli eventi futuri, mi traccheggiate? Siete elusivi, come il tarabuso alla caccia? Svicolate e vi sottraete mimetizzandovi dietro improbabili riunioni di qualunque specie a qualunque ora, anche della notte? In luoghi che neppure conoscete, dato lo stato dello studio della geografia nel nostro paese, né personalmente, né tanto meno per sentito dire. Eppure é proprio li la riunione improcrastinabile, imprescindibile, irrinunciabile? E dire che per un momento ho avuto un sogno: ho visto uomini e donne stivalati, armati di pala e secchio da 7 lt. (qualcuno ne aveva da 10 lt.  I soliti … sboroni. Ma van bene anche quelli) Avanzavano ululanti come cosacchi, maledicendo le alluvioni, negando gli allagamenti di qualunque sito umanamente abitabile. Inveendo contro le infiltrazioni subdole, sbeffeggiando gli stillicidi di qualunque genere e caso. Insieme affrontavamo il desolante spettacolo e pugnando come Leonida, alle Termopoli. Come Robert Bruce a Bannockburn. Napoleone ad Austerlitz o Garibaldi a Calatafimi ecco che le acque si ritirano, recedono e evaporano. Spariscono fagocitate dalle ingorde bocche dei secchi e la cantina é restituita agli antichi splendori.

Invece ho guardato con occhio corrusco, ma l’orizzonte é rimasto desolatamente vuoto di tutti voi. Così mi sono armato di pala e secchi e ho combattuto …  E HO VINTO. 

Non indugio sulla mia schiena a pezzi, sulle contratture alle mani, alle ginocchia e al fastidioso ronzio che fa della mia cervice il luogo ideale per l’assemblea annuale di vespe, calabroni e api melarie della zona. C’é anche posto per una manifestazione di tafani e mosche, contrarie a prescindere.

Ora qualcuno potrebbe opinare che  aprendo un giusto pozzetto e fare abitare il medesimo da potente pompa ad immersione, mi avrebbe tolto ogni fastidio. Vero. Soluzione impeccabile. Anche se presta al fianco ad una giusta osservazione.

L’occasione di importunarvi con questo mio  accrocchio di parole, dalla punteggiatura anarchica, senza fine e scopo se non quello di tediarvi … non ne vogliamo parlare? No ! Va bene. Sarà per la prossima volta.

Bene, come sempre me la sono suonata e cantata tutto da solo … Però non é così che funziona o … Forse funziona così li da voi … Che siete di bella scrittura.

Pi a ci

Vorrei scrivere un post, visto che ho dieci minuti da spendere in maniera costruttiva.

Vorrei scriverlo riguardo un tema dell’anima, un moto dello spirito. Forse é meglio che scriva di politica e ne scriva analizzando non tanto il presente, piuttosto le possibili proiezioni future sulla vita di questa nostra società.

In fondo anche l’economia, macro e micro, é un terreno affascinante. Ove poter sondare, con sagacia e professionalità ogni ben che minimo movimento. Ogni sussulto, anche il più ininfluente potrebbe dar la stura ad una conversazione piena e profonda. dato per certo che gli interlocutori che interverrano , sono all’altezza di un simile impegno. Interrogarci su come l’evidente lievitazione del prezzo del deuterio, possa in lungo periodo, inficiare gli sforzi posti fin’ora in essere per trovare innovative vie alla richiesta, sempre più pressante di fonti sicure per l’energia e di conseguenza per lo sviluppo economico, che tnto ci sta a cuore. In verità potrebbe anche affrontare , prendendo spunto proprio da questo incipit, l’eterno problema della diversità e della sproporzione di sviluppo, ancora esistente tra il Nord e il Sud del mondo e offrire soluzioni compatibili allo status di nazioni in via di sviluppo e che queste soluzioni diano nuovo vigore e aiutino lo sviluppo stesso. Proporre soluzioni, che plasmandosi con le locali situazioni, individuino la via verso un’originale, perchè no, svolta economica di quegli stati che solo ora si affacciano alla ribalta mondiale e che sono caratterizzate da un’esplosiva forza, vivace e forte. sarebbe l’occasione per una discussione, che mette a confronto come vengono sentite queste nuove istanze. Come sono interpretate le nuove esigenze e quali soluzioni possibili possono essere poste in essere.

Ora però se questi dieci minuti li avessi, ma preferissi spenderli nell’acconciare idee con prosa barocca e affettata, oppure in maniera sciatta e un po’ volgare, non tanto nei temini, quanto nella sostanza sia di idee, sia d’esposizione grammaticale e sintattica, potrebbe essere risolutivo a quest’impellente bisogno di lasciare una traccia, comunque sia.

Facendomi trucidi beffe dell’intelligenza del lettore, ma soprattutto dello scrittore (Ma nel qual caso, si opinerebbe che sparo sulla Croce Rossa), ammonticchiando una serie di unitili frasi, esponendo farraginosi concetti dei quali nessuno sente il bisogno di leggere o interpretarne il vero o il falso. Con arte sottile potrei anche soffiare il venticello dell’allusione sull’uno o l’altro e non ha nessuna importanza a cosa vado alludendo. L’importante é montare il caso, soffiare la sordida tabe di presunte rivalità. Inficiare  i buoni rapporti costruiti pazientemente, ma che creano disagio e peggio ancora invidia, con falsità inequivocabili, univoche e ribalde. Si potrebbe pure sostenere tesi ridicole, con ragionamenti grotteschi, tali da generare furori tali da far esplodere inimicizie e odi epici e definitivi. Scrivere di scemenze tali da risultare assolutamente incommentabili, anzi da far dubitare della sanità mentale di chi scrive e generando così preoccupazioni.

Tutte queste cose lo potrei scrivere se avessi dieci minuti da spendere e avessi l’idea giusta; purtroppo però, non possiedo ne gli uni ne tantomeno l’altra.

Se v’é qualcuno che possa venirmi in aiuto, ne sarei felice. Prima però vorrei che vi soffermaste sul titolo di queste quattro righe e rifletteste sul suo significato

Apriamo il dibattito, perché se ci sono : “pi a ci” , é pur vera l’esistenza di “ci di a ci”  e di  “ci fi a ci”. Ne converrete.

Come é andata ?

No, dico.

Ragazze come sono andati i voli questa notte?

(ovvero come procurarsi del dolore inutile, inutilmente)

Ogni promessa …

E’ debito. Non importa molto il giorno. Importa di pagarlo subito, per la gioia dei creditori. Quindi non dite che non l’ho pagato.

Qui ci sono i … DA … DAVANTI

 

Non lo sai, ma ti vedo

 

A ciascuno il suo regalo

 

Chi vuol essere Cappucetto Rosso?

 

Quì ci sono i … DI … DIETRO

 

Visto, che vi vedo?

 

Un po' di disordine? N'é valsa la pena!

 

Cappuccetto Rosso .... TU ? Ma daì !!

 

Il debito l’ho pagato. Per i reclami sapete dove rivolgervi.

 

Noi, quelli del ’54 (Buoni pagatori in fondo 🙂 )

Qualcuno potrebbe

Qualcuno potrebbe non credere ai propri occhi. Quel che leggerete é vero, in quanto frutto d’ingegno e d’impegno. Impegno senza l’aiuto di sostanze, di cui le Pandette non parlano in maniera favorevole e neppure l’Arte d’Esculapio ha parole gentili.  Ciò che leggerete é opera mia e di un momento, non di sconforto perché abusato da forze esterne o estreme a me medesimo, bensì di ponderato e attento pensiero su ciò che sarei andato a scrivere. Mi sono speso, perché  come ebbi ha scrivere e lo troverete scritto: sono stato cretino anch’io, non me ne vanto, ma non dimentico.

Quindi perché non riderci un po’. Giusto per ricordare anche di non cedersi troppo addosso. Fa male e porta troppo lontano. Tanto da non ritrovarsi più, normalmente.

Il Cretino. Ontologia e Deontologia del fenomeno.

Miei cari, dall’alto della Nostra età, perché noi del ’54 quell’età l’abbiamo, mi corre il bisogno, urgenza irrefrenabile di pormi, come mentore di voi tutti. Lo so che qualcheduno di voi con l’elegante spocchia che lo contraddistingue si ergerà e pronto sul labbro avrà l’insulto, dei più facili tra quelli più risibili. Ebbene non me ne calo, anzi calo i pantaloni e conseguentemente agisco.

Attenti però a trarne facili conclusioni. Emetto sostanziali suoni a 250 bar e 140 dl.

Di norma mi gingillo con un fanculizzatore triviale inversamente proporzionale (un fangù vostro, due dei miei) e del cecchinaggio sono maestro. Il mio propormi, in maniera così prosaica e scevra da ogni poesia, si traduce nel ringraziare gli squisiti ospiti, che mi hanno voluto, ahimè loro, tra le vostre fila, che spero copiose in un futuro quanto mai prossimo venturo. Epperò son qui ad ammonirvi di come il cretino, per l’unicità della specie in essere, ed anche un po’ in avere, ma non in battere o in levare badate bene; il cretino, dicevo deve forzatamente avere una ontologia, termine che ora mi sfugge come significato, ma non come significante e del quale non mi dilungo  indarno, sapendovi ferrati (Ah la mascalcia, negletta arte, ma che vedo ben coniugata in questi luoghi). Ma alla deontologia non posso sottrarvi, anche un semplice quanto didascalico e didattico ritratto.

La dottrina più accreditata, di cui vi invito ad assaporarne tutti i più invitanti umori, si condensa sapientemente in due tomi fondamentali.  “La prevalenza del Cretino” e “Il ritorno del Cretino”, scritti mirabilmente da menti eccelse quali Fruttero & Lucentini. Testi fondamentali da cui non può assolutamente sottrarsi il vero cretino. Non tanto per gli esempi di cretineria che possiamo trovare. Ciascuno di noi ha tutti i mezzi per poterli abbondantemente superare, in altezza, profondità, larghezza e non ultimo peso specifico. No, ma gli esempi portati dai due scrittori sono da studiare e compulsare come pandette per scoprire chi surrettiziamente, con fare urfido, con movenze murfide vuole proclamare la propria cretinaggine. Siatene certi, avrete trovato esecrabili esempi di supposti cretini, coloro che fingono con spocchia la propria cretineria per trarne profitti che dire immondi, è non dire.

Avrete scoperto sulle vostre strade il cretino per delega, essere abbietto che impossibilitato di suo ad essere vero cretino, delega una sì alta missione, oppure pur non avendone i mezzi pone in essere maldestramente azioni cretine, perché titillato da chi sa quali improbabili benefizi. Così che la categoria ne venga ampiamente squalificata. Oppure il truce esempio di cretino su commissione. Perfido esempio di empietà obliqua. Furbetto del quartierino, uomo dotato di cervello che le avverse condizioni atmosferiche permettono un rigonfiamento cerebrale, millanta di esserne in possesso e quindi, con sprezzo della casta compie cretinaggini.  Ma pari è quello, cerebralmente ipodotato che spinge a compierle. Per loro, vi dico e affermo, non ci sarà che dolore e stridor di denti. Miei cari, siate esempi limpidi, puri, casti (in quest’ultimo caso è facoltativo). Fate della cretineria un’arte, non soggiacete alle fatue chimere di sirene, che sciupano il loro e altrui tempo, di quelli che palesano di essere cretini in vari modi e manifestazioni. Attenti ai falsi miti televisivi. Lo dico a voi giovani e immacolate menti. Ho visto i nefandi risultati alla troppa esposizione agli “Amici di Maria”. Ho visto negli occhi dei sovraesposti il nulla e vi ho ò letto terrore di tanta, troppa visione. Attenti a certi politici, che sbavano la loro squallida piaggeria, bavosa e lumacosa presenza di chi si fa più realisti del re. Con le lagrime agli occhi vi imploro, non abbandonatevi alla lettura di notiziari cartacei, ma anche via etere, che devastano e pervicacemente pongono in essere la distruzione neuronale, vostra e di chi vi circonda.

Chi non ascolta le farneticanti esternazioni fediane, gli sbrodolamenti bondiani o peggio le insalivature gasparrine, sarà salvo. Ma chi se ne pascerà e ingordamente ne trarrà piacere, allora per lui: , “Anatema”  per ennumeri generazioni, sia passate che future. Per concludere questo mio intervento, vorrei che mandaste a mente quest’epigramma, sinecura ed ancora di salvataggio  nell’affrontare i perigli che il mondo vi frappone, perché non solo:   “Cretini si nasce, ed io lo naqui, ed essere cretino è un arte”

In ogni caso ricordate che alle avversità potrete sempre ribattere, senza tema di smentita alcuna:  “Lei è un cretino, m’informi.”

Noi, il Popolo

Quandamente:

Docente di Cretineria della Ragion Pura e Pratica
Rettore della “cadrega” di  Deficentologia Ontologica
Magister Oprimus di Scienza dell’Imbecillità Indotta
Maggior Cretino dell’Ordine Dell’Imbornito
Maestro di Cretineria Applicata o meno, ai Più.
Professore emerito di Stlonzaggine Teoretica,
Associato in Fanfaronaggine Internazionale
Primo Relatore in proprio di Cog …oneria Acuta
Mentore dell’Inutilità della Propria Presenza
Guardiano degli Spazi Cretini Comuni
Epigono di Lepidezze, Facezie e Trastulli
Tedoforo della Slurpaggine Applicata

Ricercatore in Paleocretineria

Consortato di Dabbenaggine.

Etc. etc. etc.

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