CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivio per la categoria “RUGBY”

Ah … Il cardo

Metti la mano sul cardo e poi … Godi se ti riesce.

SCO  29  –  ITA  0

Scusate, ma ne riparlerei il prossimo anno. Per questo abbiamo già dato e in abbondanza.

Grazie

Il Bislungo

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Una volta

Una volta, ma anche ora, si dice “minuteria metallica”. Per indicare cose di poco conto, marginali. Una metafora buona per ogni occasione, almeno per quelle pertinenti.

Ora bisogna cambiare metafora …  Bisognerà dire : “Minuteria lignea”.

Ebbene si, anche quest’anno ci portiamo a casa l’odiata e scrausa posata: il cucchiaio di legno.

Sempre che a Murrayfields, non si compia : o’ miracolo !!! Quello con la o maiuscola, ma molto maiuscola.

Il galletto non lo abbiamo mangiato. Rosicchiato un’aluccia e tanto basta, ma anche no. No non ci basta e non per essere calcistici,ma adesso basta anche arbitraggi che non sono proprio la quintessenza dell’imparzialità. Della meta negata a Bronzini, ne vogliamo parlare? Della meta di Picamoles? Meglio di no che mi avveleno inutilmente il sangue.

Però adesso un po’ basta sull’infallibilità arbitrale. La giacchetta nera non è il Papa e il rispetto va portato a tutti. Giacchette azzurre comprese.

Domenica prossima ultima tornata il quel di Edimburgo. Ci sarebbe da assaggiare l’haggis (insaccato tradizionale della cucina scozzese, riempito con interiora di pecora (cuore, polmone, fegato), macinate insieme a cipolla, grasso di rognone, farina d’avena, sale e spezie, mescolati con brodo. Il ripieno viene insaccato, secondo tradizione, nello stesso stomaco dell’animale che poi viene sottoposto a bollitura per circa tre ore. La tradizione prescrive che sia tagliato rigorosamente con una spada) Come leggete è una vera leccornia … Per chi piace.

Però … Però attenti ai cardi. Dice la leggenda che furono i cardi a far vincere una battaglia ai figli dei “Pitti e degli Scoti” e quelli non venivano da Woodstock  e non erano proprio figli dei fiori.

In ogni caso buon rugby a tutti.

Il Bislungo

 

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Si salta un giro

Si salta un giro. Se ne parla il giorno 11 p.v. Contro i Galletti.

I migliori sono quelli alla griglia. Da non sottovalutare quelli alla diavola.

Comunque sono da mangiare e se mancano la patate, pazienza. Anche una verde e villarzillesca insalata può fare . Oh … Se può fare.

L’importante è farne di buoni bocconi.

Bon appetit.

Il Bislungo cuciniere.

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L’Avis può aspettare

Per questa volta  l’Avis può aspettare. Doveva essere un bagno di sangue e invece una rosa con trentasei spine.Non fa un  salasso, ma … Solo agli ultimi dieci minuti hanno fatto il bello e cattivo tempo. Per settanta sono rimasti muti, compressi e alla fine del primo tempo anche un po’ rassegnati. Hanno sentito il fiato italiano sul collo e ci  porteranno un po’ più di rispetto. Hanno rischiato la figuraccia e noi non abbiamo assolutamente demeritato..

Massì, chissene… Birra e rutto libero: W l’Italia!!!

Il Bislungo

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Bloody sunday

Domenica c’è Italia vs Inghilterra. A casa loro … Devo aggiungere altro?! Non credo. Il titolo parla già di tutto ciò che potrà succederci.

Sta a noi limitare l’emorragia.

Lo chef consiglia un buon anti acido e acqua naturale, per tenersi idratati.

Il bislungo.

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La strada

Si sa che la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni.

Bhé … Sessantatre trifogli credo che siano più che sufficienti.

Delle intenzioni italiane solo flebili e esili tracce.

Ne dovremo riparlare domenica prossima … Forse…. Se ne sarà il caso.

Forse è meglio cambiare bevanda … Basta birra … Vinello e pane e salame.

Ruttare con molta moderazione.

Il bislungo

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Di 28 ce ne uno

Di ventotto ce ne uno … Veramente sono stati 33, ma … Fa nulla.

Insomma ci siamo ritrovati in un campo di porri, con dei narcisi in mano a far figure,  in fondo.

Domani ci sono i trifogli e come comandante in capo ne abbiamo uno di loro. E manca più di un mese a San Patrizio, anche se …. Una buona parola anche per noi, non farebbe male. Anzi. Speriamo che si impietosisca.

Allora come sempre: niente paura, birra e rutto libero e tanta, ma tanta incoscienza. Chissà se possa funzionare.

Il bislungo

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E arrivato Febbraio…

E’ arrivato Febbraio… E allora,mi direte voi, simpatici e amichevoli patati. Qualcuno potrebbe opinare: ” E adesso, che c’è febbraio? C’è anche la lezione di metereologia? Filosofia sullo scorrere del tempo? Prova provata dell’evidente e ineluttabile rimbambimento del nostro Capehorn?”

No ! ! Sangue di Diana, No ! E’ febbraio… E arrivato il tempo del

6   N A Z I O N I 

Ma come, proprio voi, che nelle ambascie e nella tormenta della prima crisi della terza età, che ora vò affrontando e con sfiancante lotta tento di brandeggiare in qualche modo, voi, dicevo, nessuno che mi ricordi l’arrivo del mese dei mesi.

Ahimè lasso, non chè tapino, negletto tra le genti ovali e non, destinato a terminare la mia ria esistenza oltre la linea del pallone morto e neppure una touche che molce l’anima mia così esacerbata e ferita nel profondo.

Ma noi, che affrontammo altre pugne, ben dolorose e terrifiche, all’occhi altrui, sapremo ancora una volta superare l’angoscia di questi tempi e addivenire, alfine, con scarpini puliziati a dovere e odorosi d’oli canforati e olezzanti di linimenti vari, addiverremo dicevo al tanto agognato temine. All’impresa che ogni anno urge nei nostri cuori, palpita nell’ima anima di ciascuno.

Sarà ancora una volta ” Italia, vituperio delle genti ? “. Oppure , come grandiosamente proclamava Eddie O’Sullivan, mediano d’apertura ed allenatore irlandese di ovale e imperitura memoria: ” Ogni placcaggio degli italiano ha l’effetto di un frontale con un camion”.

Noi auspichiamo la seconda, perché oggi alle 15 allo Stadio Olimpico l’Italia affronta la prima partita con il Galles.

Niente scuse, nessun tentennamento…  Niente paura (Lo canta anche il Liga). Televisione sintonizzata, birra in mano e rutto libero, ma soprattutto

“FORZA ITALIA”.

Il Bislungo … Che via ha perdonato, fratelli di questo mondo ovale.

 

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Ci sono a cinque cerchi

Dato e assodato che ci sono e anche a cinque cerchi e non a cinque narici … Guarda che ti ho visto mascherina !!!

Ci sono, dicevo e sono emozionato. Al di là delle medaglie conquistate dai nostri baldi atleti e naturalmente in discipline che nessuno, o almeno la maggior parte degli “sportivi” non s’incula per il resto dell’anno (Perché volete forse sostenere che esistono folle oceaniche che vanno ai campionati, di qualunque genere di Skeet o di tiro con l’arco o di judo?) Sono stato arciere anch’io e alle poche competizioni cui ho partecipato, non ho visto la moltitudine. Anzi i soliti quattro gatti, che si barcamenavano tra il campo di tiro e il bar. Dunque ..

No. L’emozione e non poteva essere altro che quelle del rugby 7. Lo so non é il XV, classico canonico universalmente accettato e giocato, adorato e odiato secondo le scuole di pensiero. E’ solo giocato a 7 con le stesse leggi (modificate giusto senza sminuirne l’essenza. Lo stesso campo e il medesimo punteggio. Varia solo la durata 10 minuti per tempo per gli ometti e 7 minuti per le femminucce.

In compenso una valanga di mete, una velocità di gioco e un divertimento assicurato. E qui scopriamo delle vere novità. Saltano fuori squadre e nazioni che mai più avremmo immaginato. Il Kenya? Ma da quando? Ma quando mai?! La Spagna, normalmente in un cono d’ombra nel XV, nel Seven ha una squadra che è andata alle Olimpiadi.

Ma nel Seven è una questione squisitamente meridionale. Nel senso che è nell’Emisfero Sud di questa povera terra, che emergono i veri campioni. Emergono da quegli sputi di terra persi nell’immensità dell’Oceano Pacifico.Fiji, Samoa, Tonga e se ci fosse qualche abitante in più Le Isole Marchesi,  Le Salomone, Vanuatu e gli altri atolli di cui ignoriamo il nome, ma che evocano immagini di languida bellezza, di ozio, di eterna vacanza, di una giovinezza senza fine.

Ora ciò posto per le donne ha vinto, ma non così facilmente l’Australia. Il torneo femminile è stato tosto. In campo c’erano compagini che tecnicamente e fisicamente si eguagliavano un po’ tutte e si è subito capito sin dall’inizio che avrebbe vinto, partita dopo partita, che ne aveva di più delle altre. In fisico e tecnica, in tenuta e volontà. Le “Cangure” appunto. E non che le avversarie fossero teneri fiorellini. Nuova Zelanda, Francia, Gran Bretagna, Canada, Stati Uniti, Colombia, Sud Africa. Insomma i “soliti noti” Con Colombia Giappone e Brasile a far figura. Per ora, perchè le prossime Olimpiadi si svolgono in Giappone e i “samurai” hanno sconfitto gli  All Blacks. Tenetelo a mente. Certo è che il rugby del Sud in questi anni si sta dimostrando il migliore. Nel ranking mondiale i primi quattro posti sono occupati da neozelandesi, australiani, sud africani e argentini. Almeno con gli uomini. Per le donne Inghilterra e Francia hanno il loro peso specifico e lo fanno sentire. E qui c’è la sorpresa … Le nostre fanciulle sono la bestia nera per molte squadre europee. Per le scozzesi e le gallesi in primis. Le suonate nel Sei Nation oltremanica le sentono ancora.

Torniamo a noi. Finito con le donne ecco gli ometti e qui iniziano le sorprese. All Black affondati dal Giappone e poi nel proseguo del torneo si spengono fino ad arrivare a metà del tabellone. Quinto posto. Lo avreste mai detto? No! Sicuro.

Il torneo lo vincono le Fiji. Demolendo, polverizzando letteralmente la Gran Bretagna in finale: 43 a 7. Ho seguito la finale nell’ora del lupo e ne sono uscito come in un sogno. Tosti, duri, decisi, mai domi e amanti dello scontro fisico e ho capito che fare a sportellate con loro c’è solo da guadagnare ecchimosi, contusioni, commozioni di vario genere.  Fuori campo poi … I supporter sono meraviglioso. Oltre alle parrucche azzurre, le bandiere come abiti c’erano quelli che invece in costume quasi adamitico danzavano e incitavano la squadra con la “Cibi” o “Thimbi” haka. La danza propiziatoria agli scontri. L’haka fijiana, come quella maori digli A.B. o come la “Sivi haka” di Samoa. Il popolo dell’Oceano ha in fondo usi e costumi simili e lo dimostrano.

Il bello di questa squadra è la coesione, la fede in ciò che fanno, la cieca costanza che non è stupido fanatismo, ma consapevolezza, coscienza, responsabilità dei e nei propri mezzi.

Hanno stupito tutti anche la momento della premiazione. Ogni atleta si è inginocchiato dinnanzi alla Principessa Anna, che come Presidentessa, anche se onoraria, del Board Scozzese aveva tutti i diritti di premiare i vincitori. Ora le Fiji hanno un rapporto un po’ complicato con mamma Albione e non perdo tempo a districare la matassa politica. Dinnanzi alla Princess, però … C’è tutta la storia dell’Impero e ci potrebbero essere anche gli occhi di “Zia Betty” che li guardavano. E “Zia Betty” è sempre e lo sarà per sempre “Zia Betty”. Meglio inginocchiarsi senza tante storie.  Poi inginocchiarsi, per inginocchiarsi non solo la squadra, ma un intero popolo l’ha fatto, dopo la vittoria. Pregare per loro è una parte fondamentale dell’esistenza. E pregare per la riuscita dell’impresa è stato naturale. Se guardate su YouTube c’è il filmato di una famiglia che guarda la finale e gioisce al momento della fine, ma subito dopo il capo famiglia raduna tutti per la preghiera di ringraziamento. Anche gli atleti in campo l’hanno fatto. Forse a molti sarà sfuggito e lo sarà anche alle riprese televisive, ma vi assicuro che lo hanno fatto. Ricordo a Modena nei test matchs invernali. Finita la partita, tutti in circolo per la preghiera. Ora quando la squadra rientrerà, bhè quel giorno il 22 agosto se non sbaglio sarà giorno di festa nazionale e così per il futuro. Perché quella medaglia d’oro non è solo di quegli atleti, ma è di quell’intero popolo.

Uno sputo di terra perso nell’immensità dell’Oceano Pacifico, ma nel cuore degli dei del rugby.

Il Bislungo

Olimpia     Ovunque3

Ci ha pensato San Patrizio

IRL  58   ITA  15

Con tante benedizioni da San Patrizio, che giustamente ha guardato soprattutto i suoi fedeli, piuttosto che i quattro pellegrini giunti dall’Italia., che é pur sempre la casa papale. Ma questa è un’altra storia.

C’è poco da aggiungere alla peggiore partita di questo torneo. Con il peggior primo tempo di questo torneo i tempi di Saint Dénis sono lontani anni luce. Ci siamo comportati meglio anche con gli inglesi, ma ieri … Da brivido e c’è chi pensa seriamente che il nostro posto debba essere occupato dai romeni o dai georgiani. Ora contro la Georgia non mi pare che abbiamo avuto incontri recenti, ma contro la Romania agli ultimi mondiali, abbiamo vinto e abbastanza agevolmente. Chissà cosa hanno in testa i parrucconi dell’IRB? Mhà!? Comunque la scoppola é di quelle che si fanno sentire, anche se a nostro discapito c’è da sottolineare che quasi metà squadra titolare è fuori per infortunio, soprattutto nelle prime linee. Che abbiamo dovuto cambiare la mediana con giovani alle prime armi, seppur provengano dalla Celtica con le “Zebre”. Mettiamoci anche un paio di squalifiche (vd. Casto, perché ha pensato di ballare il tip-tap sulle schiene avversarie e non si fa!!) Ecco che  la squadra ne ha sofferto, il gioco pure e il risultato è stata logica conseguenza.

Rimane da sfidare il Galles al Millenium di Cardiff.Chissà se apriranno il tetto mobile dello stadio? I gallesi dicono che quando il tetto è aperto Dio ha la possibilità di vedere giocare il Galles. I gallesi dicono. E ci credono. Loro.

Ci credessimo anche un po’ anche noi, chissà che , invece di farci abbrustolire dalle fiamme del drago, non si riesca a deviarne le fiamme a scottare lui. Vedremo.

Per il resto: buon rugby a tutti.

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